Manca il lavoro, famiglia di quattro persone costretta a dormire in auto

Madre, padre e due figli di 24 e 13 anni, il più piccolo ammalato, si sono visti togliere la casa dalla banca perchè non avevano soldi per il mutuo

Non c'è lavoro, le ditte chiudono e pagare il mutuo per la casa diventa impossibile. E così, per una famiglia di quattro persone sfrattata dalla casa per cui avevano già pagato per 15 anni l'unica soluzione è stata quella di dormire in automobile. La tremenda storia di come la crisi possa piegare una famiglia arriva da Chioggia, ed è solo uno dei tanti casi simili in tutta la provincia.

SENZA LAVORO – A passare le notti sui sedili di una Fiat Punto sono in quattro, padre, madre e due figli, una di 24 e l'altro di 13 anni. Il capofamiglia, come riporta il Gazzettino, era imprenditore edile, ma ha dovuto chiudere l’azienda qualche anno fa. Da quel momento ha iniziato ad inviare decine di curriculum per un posto da manovale ma nessuno lo ha mai contattato. La ragazza invece, forte di un diploma turistico – alberghiero, aveva sperato di poter aiutare i suoi genitori lavorando durante l'estate, ma anche per lei non c'è stata alcuna possibilità di impiego. Così alla porta si è presentato un ufficiale giudiziario e, nonostante i 15 anni di mutuo già pagati, in cinque minuti i quattro si sono ritrovati senza più un tetto sopra la testa.

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SITUAZIONE CRITICA – Ad aggravare la condizione della famiglia, che ora vaga in auto tra Chioggia e Sottomarina, c'è la malattia del più piccolo: il ragazzino 13enne infatti ha contratto la mononucleosi e soffre quindi di febbre altissima. Peccato che, come hanno risposto i medici del pronto soccorso, questa sia una condizione che “si cura a casa, con il riposo”. La famiglia ha chiesto aiuto al Comune, ma dal sindaco la risposta è stata chiara: per gli alloggi ci sono graduatorie piene, impossibile. Intanto è partito un aiuto economico dalla pubblica amministrazione, ma la sua entità non permette di pagare le rate del mutuo e di portare anche un pasto a tavola. In attesa, come i quattro sfortunati di Chioggia, ci sono altre 300 famiglie, un numero che potrebbe presto aumentare nel momento in cui le banche decidessero di fermare le sospensioni dei pagamenti recentemente concesse a tanti casi in questi periodi di difficoltà.

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