Siamo in cima alle classifiche per omicidi e violenza di genere

Nei primi 10 mesi del 2018 i femminicidi sono stati 106 in Italia, uno ogni 3 giorni

Foto: la polizia davanti all'abitazione venerdì

La vita di un'altra donna spezzata per mano della violenza. È successo nel Veneziano venerdì. Claudia Bortolozzo di 52 anni sarebbe stata uccisa dal marito con il quale viveva. Nei primi 10 mesi del 2018 i femminicidi sono stati 106 in Italia, uno ogni 72 ore, e la nostra Regione, insieme a Lombardia, Campania ed Emilia-Romagna è in testa alle classifiche per numero di femminicidi e violenza contro le donne (dati Eures e Istat). Nel dossier del Viminale del 1 agosto 2018 vengono esposti i dati sui femminicidi avvenuti tra il 1 agosto 2017 e il 31 luglio 2018: su 134 delitti commessi, 92 sono donne e nella maggior parte dei casi, gli autori sono partner oppure familiari. Spi Cgil: «Troppa disattenzione, superficialità e indifferenza di fronte alle situazioni di disagio. Servizi psichiatrici considerati servizi di serie b».

Le iniziative del sindacato

Il coordinamento donne dello Spi Cgil e la Cgil del Veneto organizzeranno, nei prossimi giorni, iniziative per affrontare il problema attraverso incontri con esperti, in occasione dell'8 marzo, giornata internazionale della donna. «Leggiamo sgomente dell’ennesimo femminicidio, questa volta qui vicino a noi, a Marghera. Chissà cosa è successo, chissà se sapremo mai le vere motivazioni - dice Rosanna Bettella, responsabile del coordinamento donne dello Spi Cgil del Veneto-.  Quello che ci lascia sempre stupite sono le prime dichiarazioni. Nessuno della famiglia e del vicinato avrebbe sospettato, anche se in questo caso sembra esserci una situazione di disagio di entrambi i coniugi. Ancora di più l’attenzione dovrebbe essere massima, l’attenzione dei parenti, dei servizi sociali e sanitari che li avevano in carico, dei vicini».

Servizi sociali «in crisi da anni»

«È necessario puntare sull'educazione dei ragazzi e delle ragazze - prosegue Bettella - facendo loro lezioni di affettività, lavorando sul rispetto delle differenze e in questo un ruolo fondamentale lo possono avere i consultori familiari, servizi in crisi da anni anch'essi per carenza di personale e per poca considerazione. Questa è la strada, lunga, difficile ma che va percorsa. Non so come si sposa con il clima di arretramento che stiamo vivendo, che vorrebbe la donna a un ruolo subalterno e che alimenta rancori e rivalità fra i generi. Sono molto preoccupata. C'è bisogno della massima mobilitazione di tutte le donne, giovani e meno giovani, per difendere la nostra autonomia, le nostre conquiste in tema di diritti civili e sul lavoro, per pretendere il giusto ruolo nella società».

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