Ferito durante missione di pace: vince in Tribunale contro lo Stato

A neppure 19 anni si trovava in Somalia arruolato nell'esercito italiano, colpito all'inguine è invalido per il 45% ma lo Stato gli offre 280 euro

Enrico Boccolon potrà finalmente contare su un vitalizio di 500 euro al mese: questo è quanto ha stabilito la giudice del lavoro Chiara Coppetta Calzavara entro un processo che ha visto l’ex militare contro lo Stato Italiano


Più di vent’anni fa, nel 1993, Boccolon era stato ferito gravemente ad una gamba, all’altezza dell’inguine, a causa di un proiettile esploso dal fucile di un commilitone mentre entrambi si trovavano in Somalia, nel corso di una missione di pace. Al “parà” della Folgore erano inizialmente stati concessi 280 euro di vitalizio annuale ma con l’ultima sentenza l’ex militare di Torre di Mosto si è visto riconoscere il dovuto indennizzo, cui si sono aggiunti altri 1500 euro per le così dette spese di giudizio.


Quanto ottenuto in quest’ultima sentenza, che sostanzialmente vede la sconfitta giudiziaria del Ministero della Difesa, è un frutto maturato nel corso degli anni: dopo essere stato prontamente congedato – oltre vent’anni fa – una volta ritornato in Italia dalla Somalia, nel 2012 il Tribunale gli aveva riconosciuto lo status di vittima del dovere con un’invalidità permanente del 45 per cento. Merito dei due avvocati di Boccolon, Bava e De Goetzen, aver dimostrato che secondo la legge al loro cliente spettava quasi il doppio della somma pattuita allora, quando neppure diciannovenne si trovò ferito e bloccato nel continente africano.
 

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