Nella notte a caccia per i campi, fermato un sospetto bracconiere

La polizia provinciale l'ha sorpreso mentre ispezionaza le coltivazioni. In auto aveva un fucile, proiettili e un colombo ucciso, ma nessuna autorizzazione alla caccia

Controllava in auto colture e medicai (campi di erba medica) viaggiando tra le campagne del Portogruarese, probabilmente alla ricerca di selvaggina, ma il faro laterale che utilizzava è stato scorto dagli agenti del corpo di polizia provinciale durante un’attività di controllo in orario serale e notturno per la repressione delle attività illecite di bracconaggio, e per lui sono inziati i guai.

Coordinati dal comandante Alessio Bui e dal vicecomandante provinciale Antonio Lunardelli, gli agenti hanno bloccato il veicolo alla cui guida si trovava un cinquantacinquenne della zona. Il veicolo è stato ispezionato, e oltre al faro alogeno collegato alla batteria dell’auto, sono stati trovati anche una torcia con calamita e una carabina con relative munizioni. Dall’indagine è risultato che avesse anche abbattuto dei colombi senza autorizzazione, e dalla verifica documentale è stato accertato che l’individuo non risultava in regola con il porto di fucile, visto che il porto d’armi era scaduto da anni. Il trasgressore è stato quindi deferito all’autorità giudiziaria di Pordenone per porto abusivo d’armi, caccia con mezzi vietati e in giorno di silenzio venatorio; gli è stata inoltre contestata l’attività di maltrattamento degli animali. Oltre alle contestazioni di natura penale, sono state rilevate altre sanzioni amministrative relative al mancato possesso dei titoli per l’esercizio venatorio. Sono stati posti sotto sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria una carabina, una scatola di proiettili, un faro alogeno collegato alla batteria dell’auto mediante cavo elettrico, una torcia portatile a led con calamita e un colombo torraiolo morto.

La presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto ha così commentato: “Mi complimento con gli agenti per l’operazione condotta che rientra tra quelle programmate per contrastare l’attività di antibracconaggio, e che rappresenta non solo un risultato positivo della polizia provinciale ma anche un segnale di tutela della legalità a garanzia anche di quei cacciatori che svolgono l’attività venatoria con diligenza e nel piena rispetto delle regole”.

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