Organizzarono la serata "cult" per il Remain: "Questo Paese ora ci ha voltato le spalle"

Filippo, veneziano, e Michele, udinese, hanno una società di produzione cinematografica a Londra. I loro eventi sono seguitissimi: "Ti viene da pensare di andartene a Berlino"

A sinistra Filippo Polesel, a destra Michele Fiascaris

Avevano organizzato una serata cinematografica per dichiarare che loro, come tanti altri coetanei, avrebbero sperato che il Regno Unito rimanesse in Europa. Sono Filippo Polesel, veneziano originario del sestiere di San Marco, e Michele Fiascaris, giovane udinese. Loro, registi e produttori, a Londra hanno trovato la terra promessa, in cui esprimere le proprie passioni e godere di quelle possibilità che in Italia sono in parte precluse. Ora, dopo il referendum che ha sancito la "Brexit", tutto è cambiato. 

Al punto che entrambi riflettono "sul fatto che non sia il caso di spostare tutto a Berlino, l'altro polo culturale europeo". Del resto le loro serate nella capitale teutonica, gli scorsi 8 marzo e 14 giugno, hanno fatto il pienone. I due hanno fondato una casa di produzione cinematografica, "Yellow Pill", e soprattutto avevano organizzato una delle serate londinesi più esclusive alla vigilia del voto: "Neuropa", un evento in cui sono stati proiettati cortometraggi del Vecchio continente all'insegna del "Remain". Manco a dirlo, c'era il pienone, come per le altre serate del contenitore "Shorts on Tap". Dopo poche ore si sarebbero aperte le urne: "Siamo andati a letto sereni e contenti, perché qui l'atmosfera era tutta contro la Brexit - raccontano - poi ci siamo svegliati in un incubo. La preoccupazione qui, anche se la vita di tutti i giorni scorre normale, si taglia con il coltello. Stiamo pensando di trasferirci, magari a Berlino. Anche se le barriere linguistiche si farebbero sentire". 

Il duo organizza eventi in due locali di Brick Lane, il quartiere più "hipster" della città. Con il tempo ha plasmato gli happening più seguiti di chi è amante del cinema indipendente, anche oltre al Regno Unito. Ma quello della "Brexit" è un horror cui Michele e Filippo mai avrebbero voluto assistere: "Siamo preoccupati - racconta Polesel, che ha lasciato Venezia 14 anni fa perché "gli stava stretta" - mai avrei pensato di valutare se farmi la cittadinanza britannica. A me bastava sapere di essere un cittadino europeo. Ora cambia tutto. Erano sicurezze granitiche che non ci sono più. C'è tanta gente che vuole andarsene di qua, noi stesso lo stiamo valutando. E chissà quante risorse si allontaneranno da Londra. Una città che comunque vorrebbe rimanere in Ue. Noi non ci sentiamo messi in disparte a Londra, perché è il voto nelle campagne e degli anziani che ha cambiato tutto. Ma questo Paese ci ha voltato le spalle. Sono partito nel 2002 perché volevo studiare video production o pubblicità, volevo suonare in una band. Ho fatto tutto questo e Londra era la terra promessa. Ora forse non lo è più. Noi tutti siamo venuti qua in massa pensando di trovare una certa apertura mentale. Poi sbatti contro la xenofobia. E' stata una doccia fredda. Anzi, gelata. Pensavo - conclude - che i valori dell'Unione europea fossero assodati, invece mi sbagliavo. Avessi ancora 18 anni non so se tornerei qui".

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