Il Mose "regala" a Venezia i 50 milioni necessari per la sua sopravvivenza

Approvato in commissione Bilancio alla Camera un emendamento al ddl Stabilità con cui alcune risorse stanziate per il sistema di dighe mobili vengono "girate" alla città

Si raccolgono un po' di risorse stanziate per la costruzione del Mose e le si spendono per la salvaguardia di Venezia. Proprio quello che il sindaco Giorgio Orsoni auspicava, proprio ciò che enti locali e parlamentari, con un'azione di "lobby" coordinata, hanno portato a casa mercoledì pomeriggio, attraverso l'approvazione di un emendamento al ddl stabilità. I 50 milioni di euro tanto richiesti da Ca' Farsetti per salvare il bilancio (alle prese con il Patto di stabilità) e attuare le opere di manutenzione urgenti di cui la città necessita.

I relatori dell'emendamento, i parlamentari Renato Brunetta (Pdl) e Pierpaolo Baretta (Pd), hanno ottenuto il via libera dalla commissione Bilancio della Camera. La loro proposta ricalcava quelle già espresse dal collega del Pd Andrea Martella e dell'Udc Antonio De Poli. Ora tutto rientrerà nel maxiemendamento alla legge di Stabilità che dovrà ottenere la fiducia la prossima settimana in Aula.

IL MOSE "DIMAGRISCE"- I trasferimenti nel 2013 passano da 50 milioni di euro a 45 e nell'anno successivo da 400 a 305. Una mannaia pesante, per poi individuare finanziamenti da 400 milioni di euro sia per il 2015, sia per il 2016. Quando l'opera dovrebbe essere ultimata. Ciò si aggiunge al taglio dei finanziamenti per 553 milioni operato dal Cipe il 26 ottobre scorso. Queste risorse verranno "girate" alla città sottoforma di finanziamenti della Legge speciale (nell'emendamento si prevede che il 5% dei fondi per il Mose siano attribuiti a Venezia, Cavallino e Chioggia).

IL TERMINAL OFF SHORE - Arrivano soldi anche per il porto d'altura: 5 milioni di euro per il 2013 e 95 milioni di euro per il 2014. Verranno gestiti dall'Autorità portuale.

LEGGE OBIETTIVO - Nell'emendamento si indica che gli interventi per la salvaguardia della città lagunare indicati nella Legge speciale non debbano passare attraverso il "Comitatone". Verranno infatti inseriti nella legge Obiettivo per le grandi opere. Potranno quindi essere stanziati direttamente dal Cipe. Si saltano dei passaggi e l'erogazione sarà quindi molto più veloce.

I 50 MILIONI DELLA LEGGE SPECIALE - Entreranno in cassa subito. Salvando il bilancio. Verranno "prelevati" dai soldi già stanziati dal Cipe per la costruzione del Mose.

ORSONI: "UN PASSO IMPORTANTE" - Il primo cittadino lagunare considera l'approvazione dell'emendamento "una tappa importante per garantire il futuro della città". Ribadisce "apprezzamento per il lavoro fatto in sede di Commissione dai due relatori, Pierpaolo Baretta e Renato Brunetta, e a tutte le forze politiche che con convinzione hanno sostenuto le ragioni della città. Attendiamo - conclude - la conclusione del percorso legislativo, ben consapevoli che finanziare la salvaguardia di Venezia vuol dire garantire il suo futuro, consentendo la realizzazione di quelle opere di manutenzione e di difesa che la città, e dunque il mondo intero, attendono da tempo".

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