"Chiamata alle armi": una lettera allerta i nati dal 1985 al 1990

A Cinto Caomaggiore è giunta una missiva in cui si chiedeva una vera e propria chiamata alle armi. Era frutto di uno scherzo di cattivo gusto

Una goliardata che ha fatto irritare e spaventare più di qualche cittadino. La Nuova Venezia riporta la storia di alcuni residenti a Cinto Caomaggiore che, nei giorni scorsi, si sono visti recapitare una lettera in cui si parlava di una vera e propria chiamata alle armi per i ragazzi nati dal 1985 al 1990. La missiva era stata consegnata nelle abitazioni e presentava, in alto a destra, il logo del Ministero della Difesa.

La lettera, scritta l'11 novembre scorso, recitava: "Gli appartenenti alla suddetta classe idonei al servizio incondizionato ed a servizio condizionato che comunque alla data del presente comunicazione non si trovino alle armi, dovranno presentarsi, nel periodo dal 11 al 13 febbraio 2016, al distretto militare nella cui circoscrizione è compreso il comune di residenza, come specificato nell'art.4...I soggetti richiamati - continua la missiva - saranno impegati per il Corso Formativo Reclutamento Esercito Italiano. In seguito, se dimostreranno i requisiti psico fisici necessari, potranno essere arruolati nell'Esercito Italiano, visto lo stato di allerta che ha colpito recentemente il nostro Paese."

Una vera e propria raccota alle armi che ha messo in subbuglio l'intero paese. A smentire l'autenticità della lettera però, è stato direttamente il comune di Cinto Caomaggiore che, attraverso la sua pagina facebook ufficiale, ha diramato una comunicazione del Comando Forze di difesa interregionale Nord. "Nei giorni scorsi un Comune del Veneto ha segnalato a questo Ufficio che un cittadino era stato destinatario di una missiva contenente la comunicazione, riportante informazioni prive di fondamento - ha scritto il colonnello Enzo Giovannelli -. Nel merito, un inesistente Dipartimento del Ministero della Difesa avrebbe convocato alcune classi di Leva presso il “Distretto” competente, per la frequenza di un “corso formativo” finalizzato ad un eventuale successivo arruolamento, visto lo “stato di allerta che ha colpito recentemente il nostro Paese”".

Fortunatamente quindi, la lettera è stata solamente frutto della mente di qualche burlone che ha voluto diffondere uno stato di allarme generale. La missiva infatti, giunta a pochi giorni dagli attentati di Parigi ed in pieno clima instabile a causa dell'allerta terroristica, ha fatto sobbalzare dalla sedia più di una persona.

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