Adescava minorenni sul web e pubblicava le loro foto succinte: 23enne in manette

Le indagini risalgono al biennio 2015-2016, oltre 2mila pagine di accuse ad uno studente universitario di Fossò. Era già stato condannato a 8 mesi per pedopornografia nel 2014

Secondo la Procura avrebbe adescato online almeno 15 ragazzine di età compresa tra i 12 e i 14 anni. Il responsabile, un 23enne di Fossò, prometteva alle giovani di farle partecipare a concorsi di bellezza, chiedendo via via scatti più provocanti, con la minaccia di pubblicarli sul proprio profilo facebook se non ne avessero inviati di più sexy. Al termine di una lunga indagine, per lui sono scattate le manette.

Le vittime, provenienti da tutta Italia, hanno sporto querela, prima dell'avvio delle indagini della polizia postale. La scusa con la quale si approcciava alle sue vittime era sempre la stessa: la richiesta di partecipazione a un presunto concorso di bellezza a premi. Inizialmente i contatti, che avvenivano sulla chat Messenger di Facebook, lasciavano presumere che si trattasse di un gioco cosicché le minori, lusingate e blandite dal loro interlocutore, inviavano proprie foto. Successivamente le richieste si facevano più specifiche e insistenti e a seguito del rifiuto o titubanza delle ragazze, il 23enne metteva in atto il proprio piano per "annientare" le vittime attraverso minacce e offese. Infatti, dopo aver indotto le ragazze a cliccare su un link di phishing che riportava a una pagina raffigurante la home page di Facebook, il giovane riusciva a carpire le credenziali di accesso ai loro profili e, una volta entrato nella piena disponibilità degli account, divulgava le foto precedentemente ottenute ad amici e parenti anche attraverso la creazione di gruppi nei quali le ragazze venivano da lui offese e denigrate.

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I profili, inoltre, venivano utilizzati per contattare altre minori, spesso scelte tra le amiche virtuali della vittima nonché rinominati con un vanity name riportanti insulti e frasi di scherno. Le condotte hanno assunto dei veri e propri connotati persecutori compromettendo la serenità e la stabilità emotiva delle ragazze.

La svolta alle indagini è arrivata poco prima di Pasqua, le accuse a suo carico raccolte in oltre 2mila pagine per fatti risalenti al biennio 2015-2016. Il 23enne è indagato per adescamento di minori, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e diffamazione. Studente universitario a Padova, era già stato condannato ad un pena di 8 mesi per pedopornografia nel 2014. Ora si trova in carcere a Santa Maria Maggiore. Nei prossimi giorni il suo legale presenterà una consulenza tecnica per dimostrare l'estraneità dello studente ai fatti.

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