Furti e rapine per strada e nei negozi, refurtiva da 2 milioni: come agivano i banditi

Dieci persone arrestate (di cui 8 in carcere) nell'ambito dell'operazione "Abbraccio" dei carabinieri di Venezia. Rubati Rolex da 20 e 40mila euro ad anziani. Colpo grosso in gioielleria a Nave de Vero

Furto da 18mila euro a Nave de Vero

Per mettere a segno i colpi, sfruttavano automobili intestate a prestanome (e oggetto di un maxi sequestro operato a partire da questa mattina dai militari dell'Arma in Italia e in molti stati europei). La tecnica con la quale rubavano monili e orologi alle vittime, sempre la stessa. Un modus operandi ben consolidato, ovvero quello "dell'abbraccio". I malviventi, a bordo auto, mettono nei radar il proprio obiettivo, nella maggior parte dei casi anziano: a quel punto una donna si avvicina con la scusa di chiedere informazioni, abbraccia e bacia il malcapitato, e nel frattempo gli sfila l'orologio dal polso o il braccialetto. In alcuni casi le vittime si accorgono solo dopo molte ore di essere stati derubati. In altre circostanze, invece, quando l'anziano di turno si avvede che qualcosa non va, il tentativo di furto assume a tutti gli effetti i contorni della rapina. Con le delinquenti che passano alle maniere forti, spintonando e strattonando, fino a mettere in sacco la refurtiva. Nell'ambito dell'indagine condotta del Nucleo investigativo dei carabinieri di Venezia che ha portato al sequestro di oltre 1600 veicoli tra Italia e Europa, i militari hanno arrestato 10 persone: 8 sono in carcere, di cui una minorenne, 1 ai domiciliari e un'altra raggiunta da un provvedimento di divieto di dimora.

Giovani "squadre" di uomini e donne

I delinquenti appartengono ad un gruppo criminale di etnia rom romena, suddiviso in clan familiari. Si tratta per lo più di uomini e donne di giovani età comprese tra i 18 e i 30 anni, originari di Fetesti e Tandarei, nel distretto romeno di Ialomita. I 10 arrestati fanno parte di un gruppo di 42 persone indagate dai carabinieri, a loro volta tutte inserite in un gruppo di 66 persone indagate in Romania per il reato di riciclaggio quale provento di furti e rapine commessi in vari paesi europei. Al momento, i militari dell'Arma hanno accertato la responsabilità del sodalizio criminale in almeno 102 episodi criminosi, la maggior parte dei quali ai danni di anziani, per l'appunto con la tecnica dell'abbraccio. Solitamente si muovono in gruppi di 10 persone, 5 uomini e 5 donne, per suddividersi poi in squadre di 3 o 4 elementi, cambiando spesso la composizione, per scombinare le carte e dare meno nell'occhio.

Lungo le direttrici autostradali

I reati di cui sono ritenuti responsabili a vario titolo sono concorso in rapina, aggravata, furto con strappo e furto aggravato. La maggior parte dei colpi, che hanno fruttato alla banda almeno 2 milioni di euro, sono stati messi a segno lungo le direttrici autostradali del nord e centro Italia. Non è un caso, quindi, che 5 delle persone arrestate fossero domiciliate in provincia di Verona, crocevia che permette di raggiungere con facilità le rotte europee, sfruttando l'autostrada del Brennero. Nelle prime fasi delle indagini, avviate nell'aprile del 2017 dai carabinieri della stazione di Stra, i malviventi erano soliti alloggiare presso alberghi situati in prossimità dei caselli. Intercettati dai controlli dei carabinieri, hanno modificato le proprie abitudini, prendendo in affitto piccole abitazioni in zone rurali, più difficili da localizzare. 

Colpi da 40 e 20mila euro

Due tra gli episodi più eclatanti sui quali hanno indagato i carabinieri sono stati registrati nel Veronese. Il primo risale al 5 ottobre 2018, a San Giovanni in Lupatoto. Nella circostanza, la malvivente giunge ad un distributore di benzina a bordo di un'auto con targa italiana, guidata da un complice uomo. Messa nei radar la vittima, la donna si avvicina ad un uomo che sta facendo rifornimento: dopo aver richiesto delle informazioni, comincia a ringraziarlo, prendendolo per la mano, poi abbracciandolo e baciandolo. La tecnica è quella di attirare l'attenzione sul suo viso: mentre si prodiga nei ringraziamenti, fissando la vittima negli occhi, riesce a sfilargli l'orologio, un Rolex del valore di 40mila euro. Una volta in possesso, si allontana velocemente, scappando a bordo dell'auto.

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Un secondo episodio che ha visto come vittima un anziano è invece avvenuto a Cologna Veneta il 22 aprile del 2018. Due giovani ragazze, una delle quali minorenni, scendono da un'automobile, ancora una volta con targa italiana, dirigendosi verso un anziano che sopraggiunge in bicicletta. Con la scusa di chiedere informazioni gli si avvicinano, gli chiedono aiuto e nel momento dei ringraziamenti "sentiti", la più piccola delle due cerca di sfilare il Rolex dal polso dell'uomo. L'anziano, nella circostanza, si accorge del tentativo di furto, cerca di reagire, ma cade dalla bicicletta. Nonostante tutto, le due ladre riescono a sfilargli il prezioso orologio da 20mila euro, scappando via. La vittima cerca di raggiungerle, ma cade nuovamente, fratturandosi la spalla.

Furto da 18mila euro in gioielleria

Tra gli episodi registrati non risultano solo furti con l'abbraccio ai danni di anziani. Un esempio su tutti, molto remunerativo per i delinquenti, è stato messo a segno il 19 settembre del 2017 in una gioielleria della Nave de Vero di Marghera. Mentre le donne della banda mangiavano in un fast food del centro commerciale, gli uomini si sono dati da fare, riuscendo a portare via collanine e monili vari per 18mila euro di valore complessivo. Nello specifico, il delinquente sceglie una serie di gioielli, chiedendo alla commessa di farne dei pacchetti regalo. Distraendola con astuzia, riesce nell'intento di intascare tutti i monili, contenuti all'interno dei rispettivi cofanetti, aprendoli e richiudendoli. Come se nulla sia successo. È a quel punto che il malvivente, con il pretesto di andare a prelevare del denaro, si allontana dal punto vendita, con la commessa ignara di tutto, convinta della buona fede dell'uomo. Quando l'assenza del delinquente cominciava a farsi sospetta, la commessa controlla i vari pacchetti, accorgendosi che tutti i gioielli che dovevano contenere sono spariti.

Giro d'affari da 2 milioni

I militari dell'Arma hanno stimato un giro d'affari di alcuni milioni di euro, almeno 2, spesso reinvestiti dai criminali in Romania, tramite ricettazione e riciclaggio di preziosi e orologi. Con i soldi ricavati, i malviventi hanno costruito ville e acquistato automobili di pregio, esibite con ostentazione anche a mezzo social network. Continuano gli sforzi dei militari per accertare quali fossero i canali di ricettazione dei preziosi sottratti.

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