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«Ci state togliendo tutto». Centrale di Fusina bloccata, attivisti in cima agli impianti

Sabato mattina in 200 dai centri sociali del nordest alla Palladio dell'Enel con tute bianche, mascherine e striscioni. Irruzione all'ingresso, cori e slogan contro «un sistema che inquina, uccide, ci leva il futuro»

 

Circa 200 attivisti e attiviste dei centri sociali del nordest hanno fatto irruzione sabato mattina 29 febbraio alla centrale elettrica Palladio di Fusina. «Abbiamo bloccato il cancello di ingresso e siamo entrati nella struttura responsabile della produzione di 700 tonnellate di carbone al giorno. Scopo raggiunto: abbiamo bloccato gli impianti, siamo saliti su una delle strutture più alte per calare striscioni e occupare i nastri trasportatori del carbone. Il primo striscione calato recita: "one solution: revolution" a significare che per la vita delle persone non si possono accettare compromessi, gli attivisti e le attiviste chiedono a gran voce la dismissione immediata di questa e di tutte le fabbriche di carbone d'Europa. Lo striscione "Siamo l'antidoto al capitalismo" viene fissato ai nastri trasportatori del carbone. Appuntamento a Venezia il 4 e 5 aprile».

Forze dell'ordine

Carabinieri e polizia sul posto. Agenti e militari controllano la situazione a distanza ma non impediscono la protesta e neppure la presenza degli attivisti alla centrale. Secondo i dati della polizia di Stato, circa 150 manifestanti sono entrati nell'impianto «con la forza», secondo quanto riferito dalle guardie giurate in servizio, dando vita ad una «manifestazione estemporanea a favore del clima». «L’organizzazione di un presidio non preavvisato contrasta con quanto la città di Venezia sta vivendo, in relazione al rischio sanitario di questi giorni - ha comunicato la questura -. I manifestanti con la loro azione potrebbero determinare la mobilitazione delle forze di polizia, già totalmente impegnate per le note esigenze». La questura ha quindi «scelto di monitorare la situazione, coordinando le forze in modo da contemperare le esigenze di sicurezza pubblica legate alla delicatezza del sito, con le primarie necessità dei cittadini, in questo momento in cui tutti dovrebbero essere più sensibili a quelle esigenze». Il progetto di decarboning in atto nella centrale Palladio prevede la sostituzione delle unità a carbone esistenti con nuova unità a gas naturale.

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