Il gay pride sbarca a Venezia, un'invasione di colori per riflettere

La comunità lgbtq in laguna per la festa dei diritti e della tolleranza, una risposta colorata alle tante e feroci polemiche sulle "fiabe arcobaleno"

L'enorme e colorata festa del gay pride arriva a Venezia, anzi, a onor del vero bisognerebbe dire “ritorna”, dato che già 18 anni fa la comunità lgbtq (lesbiche, gay, bisessuali, trans e queer) elesse la laguna a palcoscenico d'eccezione per la sua sfilata dei diritti. Dopo quasi due decenni, cavalcando l'ondata di polemiche causata dall'introduzione delle cosiddette “fiabe arcobaleno” e cercando di sgusciare via dalla bufera Mose, la manifestazione torna nel capoluogo veneto nella sua nuova forma, gli ormai noti “Onda Pride” regionali che hanno sostituito il maxi corteo nazionale unico per testimoniare una maggiore capillarità dei problemi che strangolano la comunità lgbtq in ogni angolo d'Italia. Dopo Belluno e Vicenza, negli scorsi anni, stavolta tocca proprio a Venezia, ma prima della festa vera e propria, che come riportano i quotidiani locali è prevista per il 28 giugno, c'è stata un'intera settimana di approfondimenti e appuntamenti sul tema, a dimostrazione che gay pride non significa solo coriandoli e stelle filanti, ma soprattutto riflessione sull'uguaglianza e il rispetto.

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TEMI IMPORTANTI – L'obiettivo dichiarato della manifestazione, comunque, resta quello di sensibilizzare la cittadinanza sui temi cari alla comunità lgbtq: possibilità di sposarsi, riconoscimento delle unioni e delle famiglie, parità di diritti quando si parla di figli, lotta all'omofobia e alle discriminazioni, tutti argomenti che nel 2015 equivalgono ancora a tasti dolenti per la legge italiana, che in proposito sembra continuare ad essere cieca e sorda. L'appello alla tolleranza non è affatto scontato: se solo l'idea di portare negli asili dei libri colorati che insegnassero ai bambini a non discriminare i figli di genitori “diversi” (siano essi omosessuali, stranieri, divorziati o disabili) ha potuto sollevare un simile polverone in laguna, appare evidente come sia sempre più importante insegnare il rispetto per gli altri, in ogni frangente e su ogni argomento.

INVASIONE DI COLORI – La vivace sfilata prenderà il via sabato 28 dalla stazione di Santa Lucia, con ritrovo alle 15 ma partenza alle 17, concedendo quindi un paio d'ore per divertirsi al ritmo della Milonga dei Tango Queer nella fondamenta di fronte alla ferrovia. Poi la marcia lungo lista di Spagna, ponte delle Guglie, Strada Nuova, campo Santi Apostoli, Rialto e, infine, l'arrivo in campo San Polo, dove dalle 18.30 le luci della ribalta splenderanno per Luca Morassutto di Arcigay e Cinzia Gatto per le Famiglie Arcobaleno, quindi Ilaria Gervasoni di Udu, il Collettivo Lgbtq Stonewall Venezia e Camilla Seibezzi, delegata per i Diritti civili del Comune, la cui decisione di introdurre libri contro le discriminazioni negli asili veneziani ha suscitato non poche critiche (attacchi che si sarebbero poi rivelati determinanti per la decisione degli organizzatori di Onda Pride di fare tutto a Venezia, in segno di solidarietà verso la consigliera). Tra un intervento e l’altro non mancherà la musica, con gli artisti di Indie Pride: la rock band di Una, il dj Godblesscomputers e il coro Lgbt Canone Inverso. Poi dalle 23 all’alba, Pride Party in parco San Giuliano, con l’animazione del gruppo Trash&Chic.

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