Secoli di storia veneziana in un unico archivio: milioni di pagine e immagini digitalizzate

Patrimonio scansionato e presto online. Immagini e dati storici, architettonici e artistici dal XV secolo in poi. Coinvolti Archivio di Stato, biblioteche e Fondazione Giorgio Cini. Ora i test

Il nome del progetto dice già tutto: si chiama Venice Time Machine ed è una raccolta digitalizzata che riunisce 190mila documenti d'archivio (dall'Archivio di Stato), 720mila documenti fotografici (dalla Fondazione Giorgio Cini) e 3mila libri (dalle biblioteche della città) per un totale di 2 milioni di immagini scansionate. Tutto materiale librario e iconografico veneziano che presto sarà visionabile ed esplorabile con nuove interfacce digitali.

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La digitalizzazione dell'Archivio di Stato ha avuto per oggetto 250 anni di fonti fiscali e catastali (dal 1514 al 1740): sono dati raccolti da quando la Repubblica di Venezia, alla fine del XV secolo, istituì un sistema di rilevazione delle ricchezze possedute dagli abitanti di Venezia (ai fini della tassazione dei suoi cittadini): rappresentano l'ossatura informativa dell'analisi urbana, perché permettono di ricostruire attraverso i secoli le localizzazioni dei beni immobili, chi erano proprietari, affittuari, eccetera. Le fonti in Archivio di Stato sono state digitalizzate con scanner planare semiautomatico adatto a manoscritti e a documenti fragili di grande formato.

Nelle biblioteche (nazionale Marciana, sistema bibliotecario d'ateneo e biblioteca di area umanistica di Ca' Foscari, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti) sono stati digitalizzate le fonti secondarie - libri e periodici - che trattano 200 anni di storiografia veneziana in diversi aspetti: culturale, sociale, economica, artistica, architettonica, urbana, istituzionale e diplomatica. In questo caso è stata usata una teconologia capace di girare le pagine automaticamente.

Infine le scansioni di fonti iconografiche dalla Fondazione Giorgio Cini: la fototeca, costituita da una trentina di fondi fotografici differenti, è dedicata soprattutto al Veneto e a Venezia e premette di ripercorrere visivamente anche opere d'arte in istituzioni italiane e musei stranieri raccolte in collezioni private. Vi sono immagini di dipinti, incisioni, opere grafiche, sculture, interni di monumenti e luoghi d'arte.

Il patrimonio digitale sarà accessibile attraverso tre motori di ricerca: Canvas, Replica e Linked Books. Nei prossimi mesi saranno eseguiti dei test nelle istituzioni veneziane, prima di mettere tutto online a disposizione di un pubblico più ampio. Hanno presentato l'iniziativa Raffaele Santoro, direttore dell'Archivio di Stato di Venezia, Frédéric Kaplan, direttore del DHLab del Politecnico di Losanna e responsabile del progetto Venice Time Machine e Dorit Raines, docente di Storia delle biblioteche e della documentazione e presidente del Sistema bibliotecario dell'università Ca' Foscari.

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