Giorno della Memoria: il mondo ricorda la Shoah

Domenica al teatro Goldoni a Venezia dalle 11 è prevista la rappresentazione della Canzone “Caffè Odessa”, lunedì cerimonia della posa di sei pietre d’Inciampo

Foto: pietre d'inciampo

Domenica 27 gennaio si celebra il giorno della memoria, data in cui si ricordano le vittime del nazismo e del fascismo. In questa data, nel 1945, fu scoperto ad Auschwitz, nella Polonia meridionale, il più grande campo di concentramento e sterminio nazista. Morirono qui, nella camera a gas dell'obitorio, o per esecuzioni, percosse, torture, malattie, o esperimenti medici, circa 70 mila persone: il numero più alto di vittime di qualsiasi altro campo di concentramento nazista. Il Giorno della Memoria è stato riconosciuto ufficialmente da una risoluzione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite il primo novembre 2005. Si celebrano ogni anno, in questo giorno, commemorazioni nei campi di concentramento europei e in molte città del mondo. Domenica al teatro Goldoni a Venezia, a partire dalle 11 alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, è prevista la rappresentazione della Canzone “Caffè Odessa” di Miriam Camerini. Un appuntamento a cui la Comunità ebraica ha invitato a partecipare tutta la cittadinanza. Lunedì 28 gennaio, dalle 9.30, si svolgerà la cerimonia della posa di sei pietre d’Inciampo, in memoria dei cittadini e cittadine veneziane deportate nei campi di sterminio nazisti.

Teatro

Domenica al teatro Goldoni, a partire dalle 11, alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ci sarà la rappresentazione del teatro Canzone “Caffè Odessa” di Miriam Camerini, alla presenza del presidente della Comunità ebraica di Venezia, Paolo Gnignati. Dodici brani, dall’ebraico al ladino, dallo yiddish alla canzone americana, per viaggiare tra tempi e luoghi diversi e scoprire l’intreccio tra musica, identità ebraica e lingue dell’ebraismo. Sul palco, oltre a Miriam Camerini, Manuel Buda alla chitarra, saz e voce, Bruna Di Virgilio al violoncello e pianoforte, Arturo Garra al clarinetto. «In un angolo del campo di concentramento di Bergen-Belsen - ha esordito il sindaco - qualcuno aveva inciso, forse con l’aiuto di un coltello o di un chiodo, questo graffito: 'Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia'. Quelle parole, che racchiudono la rassegnazione di un uomo di fronte all’odio del proprio 'fratello', devono essere il fondamento e la ragione per la quale, anche oggi, dopo 74 anni dall’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, abbiamo voluto essere qui, assieme, per affermare il diritto alla 'Memoria' di quei fatti. È un nostro dovere. La storia di quell’uomo, la sua personale sofferenza, i suoi ricordi, i suoi dolori le sue angosce e la sua testimonianza non li sapremo mai, perché l’obiettivo del genocidio nazista era quello di cancellarne l’identità. Invece no! A lui e a tutti quei milioni di uomini, donne e bambini perseguitati con le leggi razziali e poi strappati alla loro quotidianità per essere portati nei lager noi possiamo, anzi, dobbiamo, dare Memoria». «La Giornata della memoria - ha sottolineato Gnignati - ci invita a ricordare non solo il male che è stato fatto agli ebrei ma anche il bene compiuto dalle persone che li hanno aiutati mettendo a rischio la propria vita. L'indifferenza - ha proseguito - fu uno dei problemi cruciali al tempo delle leggi razziali, le cui vittime non furono solamente gli ebrei, ma la stessa identità storico culturale italiana - Gnignati ha poi ricordato che -, la nostra stessa Costituzione è frutto di un alto compromesso tra forze politiche profondamente differenti che però hanno saputo creare una casa comune. È necessario preservare oggi questa casa comune, in cui ci siano identità differenti che accettino tutte determinati principi della convivenza». Nel pomeriggio, alle 16.30, al conservatorio di Venezia Benedetto Marcello, spazio al concerto “La Ballata dell’esilio Omaggio a Mario Castelnuovo Tedesco”, mentre alle 18 alla Serra dei Giardini di Castello verranno proposte “Letture dal Barenon. Storie di anime in guerra", con Moira Mion.

Pietre d'inciampo

Si inizierà dal civico 2305 di San Polo con la posa di una pietra dedicata a Giovanni Gervasoni, a seguire la posa delle pietre dedicate a Giuseppe Muggia, Maria Ester Anna Levi Muggia, Franca Muggia, Gino Aboaf. L'ultima Pietra, dedicata a Gustavo Corinaldi, sostituirà quella sottratta da ignoti lo scorso anno. All’appuntamento interverranno la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano, l’assessore al Turismo e Decentramento, Paola Mar, e i rappresentanti del Centro Tedesco di Studi Veneziani, della Comunità Ebraica di Venezia, dell’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, della Chiesa Valdese Metodista di Venezia.

Altri appuntamenti

Fino al 15 febbraio gli appuntamenti si susseguiranno in tutto il territorio comunale. Alla biblioteca di Marghera inaugurata la mostra “Quell’umanità negata dall’uomo” di Alessio Boscolo. L’esposizione resterà aperta fino al 2 febbraio (lunedì 14.30-19, da martedì a venerdì 9-19, sabato 9-13). Martedì 29 gennaio, alle 18, al teatro Carlo Goldoni di Venezia reading teatrale “Il segreto di Hanna” interpretato da Catherine Spaak per la regia di Giambattista Assanti. Al Municipio di Mestre venerdì 1 febbraio sarà inaugurata la mostra fotografica di Paolo Croci “L’inferno e il silenzio Immagini dai campi di sterminio.

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