Omaggio alle vittime delle foibe nel giorno del ricordo: "Venezia legata a quei fatti"

La cerimonia mercoledì mattina a Marghera: ad accompagnarla le voci bianche del coro dei bambini dell'istituto Grimani, poi la deposizione di una corona d'alloro sulla lapide

Una cerimonia commossa e partecipata: le voci bianche del coro dei bambini dell'istituto Grimani di Marghera, che in un giorno di vacanza da scuola assistono alla commemorazione delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano dalmata, danno il senso della partecipazione alla ricorrenza del giorno del ricordo. TUtto davanti a quella pietra venuta dal Carso triestino, intitolata nel 2003 ai Martiri delle Foibe e agli esuli dall’Istria, Fiume e Dalmazia, costretti ad abbandonare nel secondo dopoguerra le case e la terra sulla quale vivevano da oltre un millennio.

"Venezia e il Veneto, storicamente legati a quelle terre da antichi rapporti - ha ricordato la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, che ha rappresentato il Comune di Venezia insieme al vice sindaco, Luciana Colle, e all'assessore alla mobilità Renato Boraso - sono in Italia tra i luoghi più coinvolti in quei tragici fatti. Non solo perché Venezia è diventata un importante centro di smistamento dei profughi, ma anche perché la nostra città è sempre stata considerata, dagli esuli giuliano dalmati, una sorta di punto di riferimento storico e culturale, come testimoniano il legame con il dialetto, il vessillo di San Marco e i monumenti di leoni alati. L'impegno del Comune di Venezia nel riconoscimento di questo dramma nasce ben prima del 2004, anno in cui è stata istituito per legge il giorno del Ricordo. Nel corso degli anni, oltre a far crescere nel numero e nella qualità gli appuntamenti per celebrare questa data, abbiamo contribuito a sviluppare nella cittadinanza anche una maggiore sensibilità e attenzione sul tema per offrire un contributo alla comprensione e allo studio della storia”.

“In questo angolo di città – ha sottolineato il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin - ha trovato ospitalità una comunità numerosa, che ha conosciuto la tragedia delle foibe e dell'esilio. Persone con una propria identità, che hanno saputo arricchire la nostra realtà”. Mentre il vicepresidente del Consiglio regionale, Massimo Giorgetti, ha ricordato come tutta la regione Veneto celebri questa giornata, il prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, ha evidenziato la necessità di una visione di speranza, che dalla celebrazione di lutti e sofferenze consenta di recuperare la storia, il senso di appartenenza e il rispetto della dignità delle persone: "È molto importante questa condivisione unanime - ha detto - Venezia ha sentito molto questa vicenda perché i primi profughi sono arrivati qui e sono stati accolti oltre che come persone sofferenti anche come concittadini della gloriosa repubblica Serenissima. Venezia allora come oggi è un esempio di accoglienza, solidarietà e sentimenti patriottici". Dopo la deposizione di una corona d'alloro sulla lapide, i piccoli studenti hanno intonato una canzone zaratina e il "Va pensiero". La cerimonia si è conclusa con la messa del Ricordo nella chiesa di San Lorenzo, a Mestre.

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