Giorno del Ricordo 2017, a Marghera e nel Veneziano si celebrano i martiri delle foibe

Solennità civile dal 2004, è stata ricordata nel territorio. A Marghera presenti il vicesindaco di Venezia, l'assessore alla Coesione Venturini e quello alla Viabilità Boraso

Si è celebrato venerdì mattina il Giorno del Ricordo 2017, in piazzale Martiri delle Foibe a Marghera. Solennità civile nazionale che ogni anno, il 10 febbraio, vuole ricordare le vittime dei massacri della foibe e dell’esodo giuliano-dalmata durante la seconda guerra mondiale. Tante le iniziative nel territorio Veneziano, tra cui quelle organizzate a Quarto d'Altino.

MARGHERA - "È un piacere vedere i bambini indossare la bandiera italiana, ma non troppi anni fa - settanta anni nella storia sono molto vicini e rappresentano ancora una ferita aperta - le persone che scelsero di vestire il Tricolore e di restare italiane subirono violenze, morirono, persero le loro case, furono costrette a lasciare tutto. Ma a questa tragedia, per gli esuli, si è aggiunto il dramma di non essere riconosciuti, di essere stati dimenticati proprio dal Paese che avevano scelto di amare e in cui restare. Si tratta di una grave colpa delle Istituzioni per la quale esse devono chiedere scusa. Cari bambini, non dimenticate mai che la bandiera che oggi avete appuntata sul petto non è solo un pezzo di carta ma rappresenta la storia, un Paese, una tradizione, dei valori e soprattutto delle persone, e quindi siatene orgogliosi e portatela sempre con gioia".

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...

Con queste parole l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, a nome del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e dell’Amministrazione comunale, si è rivolto ai cittadini e agli alunni delle scuole Grimani e Visentini di Marghera, durante le celebrazioni del “Giorno del Ricordo della tragedia delle foibe e dell'Esodo degli italiani da Istria, Fiume, Dalmazia”, che si sono svolte questa mattina in Piazzale Martiri delle Foibe a Marghera. Per il Comune di Venezia erano presenti la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, la vicesindaco, Luciana Colle, l’assessore comunale alla Mobilità e Trasporti, Renato Boraso, il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, il comandante generale della Polizia municipale, Marco Agostini.

Il programma della mattinata è continuato con la Messa del Ricordo, officiata da don Gianni Bernardi al duomo di Mestre. Nel pomeriggio invece ci saranno alle 17 a Favaro Veneto nella Biblioteca “Bruno Bruni”, l’incontro a cura dello scrittore Giulio Catullo e della Municipalità di Favaro Veneto dal titolo “Parole e immagini brani e riflessioni” accompagnate da fotografie. Sempre alle 17 nel vestibolo della Libreria Sansoviniana della Biblioteca nazionale Marciana l’incontro “Venezia Giulia Dalmazia. La letteratura contemporanea e dell’esodo” con Bruno Crevato-Selvaggi della Società dalmata di storia patria di Roma; alle ore 17.30 alla Scoleta dei Calegheri a Venezia, la conferenza di Arrigo Bonifacio “A 70 anni dalla firma del trattato di pace. La storia diplomatica del confine orientale” a cura dell’Iveser. Altri appuntamenti  si svolgeranno nei prossimi giorni e fino al 14 marzo.

"Per la nostra comunità questo è un giorno particolare - ha sottolineato il presidente Bettin - perché Marghera per molti profughi giuliano dalmati è stata un punto di approdo e un luogo dove ricominciare una storia nuova, oltre il dolore. Prima che nel resto del Paese, qui, siamo arrivati ad una chiarificazione di quel momento storico e siamo stati tra coloro che hanno chiesto al Parlamento italiano di istituire il Giorno del Ricordo".

QUARTO D'ALTINO - Una mostra fotografica, la proiezione di un film documentario e il racconto di due testimoni: sono queste le iniziative promosse dall’Amministrazione comunale di Quarto d’Altino in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per commemorare il Giorno del Ricordo. 

La mostra, dal titolo Istria, Fiume e Dalmazia: l’esodo di un popolo, verrà inaugurata sabato 11 febbraio, alle 11, nella sala Dino Piaser della sede municipale. Preparata a cura del professor Guido Rumici, conoscitore della storia del confine orientale ed autore di numerose pubblicazioni sul tema, è composta da 26 pannelli che ricostruiscono la storia della Venezia Giulia e della Dalmazia dall’epoca romana ai giorni nostri. In particolare alcuni pannelli sono dedicati all’impresa di Fiume, al periodo fascista, allo scoppio della secondo conflitto mondiale fino all’armistizio, alle foibe, all’occupazione nazista, ai bombardamenti di Zara per arrivare, terminata la seconda guerra mondiale, alle violenze del 1945 e all’ulteriore ondata di deportazioni ed infoibamenti del maggio-giugno 1945. Durante l’inaugurazione della mostra, verrà proiettato il film documentario Pola Una città che muore, che ricostruisce in particolare l’esodo degli Italiani da Pola tra il 1946 ed il 1947, attraverso le immagini drammatiche di quei momenti. A conclusione, Alma Brussi, esule di Pola, e Patrizia Lucchi, figlia di esuli quarnerini, testimonieranno con il loro racconto l’esodo forzato di tanti Italiani e di come, ancora oggi, continuino a lottare per vedersi riconoscere le proprietà di famiglia in quei territori.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Trovata senza vita Bruna Basso, era scomparsa da mercoledì

  • Il disastro dell'acqua alta: incendi e barche affondate, rive e edifici danneggiati

  • Diciotto chili di marijuana nell'officina, «titolare» in manette

  • Madre e figlio trovati morti a Venezia: sospetta intossicazione da monossido

  • Maltempo, allagamenti e spiagge distrutte lungo la costa veneziana

  • L'outlet di Noventa si fa ancora più grande e strizza l'occhio ai giovani

Torna su
VeneziaToday è in caricamento