Sequestrati, rapinati e picchiati: in carcere due dei responsabili

Il fatto è accaduto la scorsa primavera. Le vittime, due ventenni, avvicinate mentre aspettavano il tram a Mestre, furono legate, costrette a salire in una macchina e portate via

Foto: carabinieri al casolare

Sono scattate le manette, sabato mattina, per due dei responsabili del sequestro, rapina e pestaggio, avvenuti lo scorso aprile ai danni di due ventenni. I giovani furono avvicinati da 3 persone mentre aspettavano il tram in via Ca' Rossa a Mestre, immobilizzati con fascette in plastica e costretti a salire a bordo di un’auto, quindi rapinati di cellulare e portafoglio e trasportati in un parcheggio vicino all’aeroporto di Venezia. 

Il viaggio

I tre assalitori, a questo punto, raggiunti da altri 3 complici a bordo di un'altra autovettura, raggiunsero con le vittime un casolare abbandonato a Fossò. Qui le vittime, incapaci di reagire con i polsi legati, vennero offese e percosse ripetutamente, al fine di ottenere la confessione di una loro presunta rapina, che si sarebbe consumata ai danni di una donna, componente della banda. Gli aggressori, al fine di ottenere la confessione, arrivarono a brandire davanti ai giovani sequestrati una potente bomba carta, minacciando di farla esplodere.

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La condanna

I carabinieri hanno arrestato sabato due dei responsabili. Il primo di 29 anni, originario della Romania, il secondo di 21 anni, di origine veneta. Avrebbero agito in concorso con altre quattro persone (in corso di completa identificazione), dimostrandosi molto determinati e violenti e procurando alle vittime delle lesioni, a causa dei ripetuti colpi inferti sul loro volto anche con il calcio della pistola, di cui erano in possesso, oltre all'esplosivo. Il movente dei gravi fatti accaduti, tutt’ora in corso di approfondimento, sarebbe legato al mondo degli stupefacenti. Infatti, nel corso delle indagini è stata accertata un’attività di spaccio di eroina da parte di una delle persone destinatarie della custodia in carcere.
 

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