Incidente sul lavoro a Ceggia, muore 67enne alla Nuova De Franceschi

L'incidente alle 16, quando Giuseppe Mascarin, 67enne di Cinto Caomaggiore titolare di una ditta di manutenzioni, è rimasto incastrato in una fresa di estrazione del grano rimanendo schiacciato

Tragedia sul lavoro questo pomeriggio. L'ennesima. Giuseppe Mascarin, 67enne di Cinto Caomaggiore, titolare di una ditta di manutenzioni stava lavorando con alcuni suoi dipendenti in un silos dell'azienda Nuova De Franceschi Azteca Milling Europe, una ditta di produzione di farina e stoccaggio di cereali di Ceggia. Verso le 16, però, sarebbe rimasto incastrato in una fresa di estrazione del grano, a sei metri di altezza dal suolo. Il macchinario gli avrebbe schiacciato il torace e amputato una gamba. Inutili i tentativi di soccorrerlo. Il 67enne, sposato, ha perso la vita nonostante i lavoratori che aveva vicino, accortisi subito di quello che stava accadendo, abbiano immediatamente fermato la macchina.

Lo stabilimento, che si trova in via Primo Maggio a Ceggia, nella zona industriale, fa parte di un gruppo straniero, con sede centrale all'estero. Della ricostruzione di quanto accaduto se ne stanno occupando i carabinieri di San Donà di Piave, competenti per territorio, insieme ai dirigenti dello Spisal dell'Ulss 10. La notizia è arrivata nel Comune del paese proprio quando era in corso un Consiglio comunale, colpendo profondamente cittadini e assessori accorsi all'assemblea pubblica. Il magistrato di turno ha disposto il sequestro del silos "incriminato", mentre la salma della vittima è stata trasportata all'obitorio di San Donà di Piave.


Poco più di due anni fa, nella stessa azienda, ad aprile 2010, un'altra tragedia ha sconvolto il paese. In quel frangente Vincenzo Rosardo, 68enne di Portici, nel Napoletano, cadde da tredici metri di altezza dopo essere salito su un silos per alcune riparazioni. Il lavoratore, dipendente di una ditta specializzata in manutenzione di grandi contenitori, cadendo si schiantò contro una canaletta metallica, perdendo in pochi minuti la vita. Sulla base del decesso la Procura decise di aprire un'inchiesta. Nel mirino finirono le possibili carenze a livello di sicurezza. Dodici mesi più tardi il Tribunale condannò il titolare della ditta campana per cui lavorava il 68enne e il titolare dell'azienda di Ceggia.

 

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Martedì ha perso la vita un imprenditore di Longarone, a solo ventiquattr'ore di distanza dalla tragedia di Ceggia. Il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, in merito a quella tragedia ha appena dichiarato che serve "uno sforzo supplementare da parte di tutti": "L'ennesima vittima - afferma Ruffato - ci deve far riflettere sulla necessità di un maggiore impegno delle istituzioni e di tutti gli altri soggetti comunque interessati per stroncare la lunga sequenza di morte sui posti di lavoro che non sembra dare tregua. Penso che l'assicurazione di un nostro maggiore impegno per evitare che tragedie come questa abbiano a ripetersi - conclude - sia il modo migliore per esprimere il nostro dolore per quanti hanno lasciato sul lavoro la loro vita e la nostra vicinanza alle loro famiglie".

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