Grandi navi, lavoratori e categorie portuali scrivono al premier Renzi

Venerdì l'incontro nelle sale del Vega per stabilire i punti fondamentali: via le crociere dal bacino, ma si continui ad attraccare in Marittima

Lavoratori, industriali e rappresentanti delle varie categorie, tutti riuniti intorno ad un tavolo per discutere delle grandi navi il laguna. Questo è stato infatti il tema fondamentale dell'incontro avvenuto venerdì negli spazi del Vega, tra Mestre e Marghera, un vertice che ha ribadito l'importanza della Marittima, ma anche quella del limitare il transito nel bacino di San Marco. I punti fondamentali della discussione, poi, sono stati messi neri su bianco per venire spediti direttamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi.

POCHE ALTERNATIVE - "Il mondo del lavoro e dell'impresa veneziano – si legge nel documento destinato al premier - torna a esprimere le proprie preoccupazioni in merito alla discussione sul transito delle grandi navi nel bacino di San Marco. Per prima cosa vorremmo chiarire in maniera definitiva un principio su cui i rappresentanti delle categorie sono tutti concordi: le grandi navi non devono più passare dal bacino di San Marco". Nessuno però sembra volere spostare gli attracchi dalla Marittima e, di conseguenza, "le ipotesi progettuali funzionali (per tempi e costi) a mantenere le crociere a Venezia, salvaguardando gli investimenti fatti a livello infrastrutturale, tutelando il lavoro e i livelli occupazionali e non penalizzando il fondamentale sviluppo del porto commerciale, siamo convinti che ormai si restringano a due: il canale Contorta - Sant'Angelo e il retro Giudecca".

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COME PROCEDERE – A prescindere da quale sia la decisione che prenderà i governo, comunque, secondo i partecipanti all'incontro di venerdì esistono alcuni "punti fermi", "elementi chiave per ogni scelta che si vada a compiere". Innanzi tutto, con 4.200 lavoratori solo nella filiera diretta, ovvero il 4,1% degli occupati nel Comune, risulta essenziale valutare le ricadute economiche e occupazionali del comparto crocieristico (tra lavori diretti e indiretti sono ben 280 milioni stimati); risultano poi "condizioni necessarie e indispensabili per poter continuare a parlare di sviluppo sociale ed economico per il territorio veneziano" l'attuazione del decreto Clini-Passera e l'inserimento in Legge Obiettivo della via alternativa, ma il vero punto da sottolineare, che sicuramente non farà piacere a Ca' Farsetti e a chiunque altro puntasse ad un approdo alternativo, è l'importanza della Marittima come scalo per le grandi navi. Resta da vedere ora se il sindaco Giorgio Orsoni avrà qualcosa da aggiungere a riguardo.

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