Grandi navi in laguna, il Comune insiste: "Meglio a Marghera"

Una riunione a Cannaregio per proporre le soluzioni alternative al transito dei colossi del mare lungo il canale della Giudecca. Ecco le ipotesi

La questione grandi navi continua a tenere banco a Venezia, e mentre ancora restano nell'aria le polemiche per l'incidente che ha coinvolto una delle prime crociere tornate in laguna dopo il periodo di blocco, sulle pagine del Gazzettino ricompare l'ipotesi di spostare tutto a Marghera.

L'INCONTRO – L'idea è riemersa l’altra sera a Cannaregio, nel corso di un dibattito organizzato dal Pd. Durante l'incontro state illustrate nel dettaglio le "ipotesi di indirizzo" di Ca’ Farsetti, che avrebbe come obiettivo proprio quello di spostare il traffico al porto commerciale di terraferma. Secondo il Comune in questa maniera si potrebbe ridurre il traffico in bacino del 32 per cento in soli 7 mesi, unendo il transito crocieristico a quello industriale (come succede nella maggior parte dei porti europei) e facendo procedere i colossi del mare dalla bocca di porto di Malamocco, poi lungo il canale dei Petroli e infine arrivo a Marghera con due navi. Certo, bisogna realizzare un bacino di evoluzione per consentire le manovre, magari anche più di uno, da completare in seguito, per gestire contemporaneamente più arrivi e partenze. Infine, risezionando il canale Vittorio Emanuele o allargando il canale delle Trezze, si potrebbe anche arrivare in Marittima.

TANTE IPOTESI – D'altronde, hanno sottolineato i membri dell'amministrazione presenti, il porto veneziano è ormai al limite, mentre a Marghera si prospettano possibilità di crescita importanti. Proprio alla luce di ciò c'è chi propone la creazione di un terminal vero e proprio a Marghera, con la realizzazione di banchine adeguate alle proporzioni delle navi. Certo, come monito contro simili proposte resta sempre la struttura realizzata appena una manciata di anni fa al Tronchetto, completata e quindi abbandonata, ma questa volta si spera di riuscire ad evitare simili sprechi. Resta comunque il dubbio su quale spazio sarebbe occupato dalle nuove opere: in ballo ci sono la Pilkinton e la raffineria Eni, che destano non poche perplessità. Intanto il sindaco Giorgio Orsoni minaccia la linea dura: se non arrivano risposte da Roma entro giovedì il primo cittadino potrebbe decidere di firmare un'ordinanza per l'incolumità pubblica che escluderebbe le grandi navi dalla laguna.

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