Ilnor Scorzè, sarà una domenica di Pasqua in fabbrica per i lavoratori di Gardigiano

Non smetteranno di presidiare il loro posto di lavoro gli addetti dell'azienda di laminati. Il vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin sarà al loro fianco per solidarietà

Non rinunceranno a stare con le loro famiglie ma porteranno i parenti in fabbrica i lavoratori della Ilnor di Scorzè, il giorno di Pasqua. Sono decisi a trascorrere tra le mura dell'azienda il giorno di festa, dopo che la stessa ha decretato la chiusura dei battenti dal primo aprile. Domenica sarà anche un giorno di visite per gli addetti a Gardigiano. Al loro fianco ci sarà ancora una volta il vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin, e anche il parroco della comunità locale.

L'incontro sarà un'occasione per lo scambio degli auguri ma anche per portare un segno tangibile della partecipazione alla vertenza dei cittadini. Il vescovo di Treviso donerà un assegno, con i contributi dei parrocchiani, mentre il sacerdote di Gardigiano porterà ai lavorarori Ilnor le offerte dei fedeli.

Mercoledì scorso una delegazione di lavoratori e rappresentanti si è recata a Roma, al ministero dello Sviluppo Economico, con la speranza di scongiurare la scomparsa della fabbrica di laminati nel veneziano e con essa un centinaio di posti di lavoro.

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I sindacati Fiom Cgil nazionale, di Venezia e Brescia si sono espressi positivamente sull'esito dell'incontro. Al tavolo, naturalmente anche i vertici dell’azienda, che di fronte alle domande del ministero hanno dato risposte evasive tant’è che la discussione è passata a un piano superiore. E’ stato, infatti, convocato dal ministero un nuovo tavolo dopo le festività pasquali perchè l’azienda deve presentare un piano chiaro a livello di gruppo dicendo quello che vuole fare. Da parte sua, il ministero si è impegnato a trovare una soluzione alternativa. “Per noi è stato soddisfacente - dichiara Cristian Modesto, delegato Fiom-  perché il ministero ha messo l’azienda alle strette. Nel frattempo continueremo il presidio, finchè la situazione non si risolverà".

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