Portogruaro, inaugurata la nuova Oncologia. Zaia: "In estate pronta Ostetricia"

Taglio del nastro venerdì mattina, alla presenza del governatore veneto, del vicepresidente della Regione e del dg Bramezza. In estate sarà inaugurato il reparto di ostetricia

"In estate torno qui a inaugurare ostetricia. Sarebbe il caso di piantarla di dire in giro che vogliamo chiudere Portogruaro. Ci vuole fegato a dirlo di fronte all’arrivo di sei nuovi primari, e di una programmazione di potenziamento di un ospedale in grado di fare attrazione extraregionale”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha inaugurato venerdì all’ospedale di Portogruaro la nuova area oncologica. Presenti, tra gli altri, anche il vicepresidente Gianluca Forcolin, il direttore generale dell’Ulss 4 Carlo Bramezza, consiglieri regionali e sindaci del territorio.

"Nessuno dimentichi - ha aggiunto il governatore - che questo dovrebbe essere un punto nascita da chiudere perché al di sotto dei 500 parti l’anno. Noi abbiamo invece deciso di resistere e di lasciarlo aperto. Non solo, ma anche di potenziarlo. I problemi che ci sono stati - ha ricordato - sono stati legati alla disponibilità di medici. Ora qui sono stati risolti, ma si tratta di una preoccupazione forte in generale, perché è stata clamorosamente sbagliata la programmazione formativa nazionale e il numero chiuso per l’accesso a medicina ha fatto danni incalcolabili”. Zaia ha definito “eccellente” l’intera organizzazione dell’oncologia nell’area del Veneto Orientale, con 700 nuovi pazienti valutati nel 2016 tra San Donà e Portogruaro e con circa 15mila prestazioni per chemioterapie e terapie infusive, ed ha ringraziato i medici e tutto il personale per il difficile lavoro quotidiano, rivolgendo un pensiero particolare al volontariato, "che in oncologia riveste una funzione preziosa anche oltre i già grandissimi meriti sul piano più generale".

"Sappiamo delle difficoltà di reperire il settimo medico ora in aspettativa - commenta il comitato I Fiocchi sopra le Gru - Ma ci dicono che 9 è numero minimo per gestire bene un reparto, tanto è vero che a San Donà erano 8 e sono diventati 9. E potenziare può solo significare che da 7 si aumenta. L'unica strada percorribile ci sembra l'adeguamento della pianta organica e ci chiediamo perché finora non sia stato fatto. Se non ci sarà l'adeguamento, temiamo non si riuscirà a reperire un numero sufficiente di medici per la riapertura. Auspichiamo che la direzione metta in moto tutti gli atti necessari ad onorare la promessa del governatore Zaia".

I lavori di rinnovamento e di ampliamento dell’area oncologica hanno previsto nella nuova configurazione la presenza di 16 postazioni per terapia infusiva (12 poltrone e 4 letti di nuova concezione), distribuite in 3 locali rinnovati e 3 ambulatori di visita, 1 ambulatorio infermieristico, una ampia sala d’attesa e una segreteria "front office". Lo staff dell’Oncologia di Portogruaro è composto da 2 medici, 1 coordinatore infermieristico, 6 operatori sanitari e 1 segretaria i quali eseguono, oltre alle attività citate, anche il posizionamento di dispositivi di accesso venoso centrale ad inserzione periferica (PICC), per i pazienti che necessitano di tale procedura volta all’effettuazione della chemioterapia. 

La consulenza di radioterapia viene fornita dagli specialisti dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Oncologi e chirurghi dell’oncologia di Portogruaro si riuniscono regolarmente per discutere i casi di comune interesse al fine di elaborare la strategia di trattamento ottimale. In questa struttura è inoltre operativo il Gruppo Oncologico Multidisciplinare per la patologia oncologica gastroenterologica (carcinoma colorettale e carcinoma gastrico). Massima attenzione viene riservata anche al trattamento del dolore con l’intervento dei medici del nucleo Cure Palliative che qui svolgono un ambulatorio per la terapia del dolore. 

Con il rinnovamento, l’ampliamento degli spazi e in generale un maggiore comfort per i pazienti, ma anche per il personale medico e infermieristico coordinato dal dottor Daniele Bernardi, l’area oncologica potrà generare un effetto positivo sulla mobilità passiva, esercitando un’importante attrazione nei confronti di pazienti che si rivolgono a strutture extraregionali e in particolare del Friuli Venezia Giulia.

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