"Inaugurato e chiuso" il museo di Altino, Zaia: "Roma usi i soldi qui"

Il presidente della Regione: "Al posto di spendere 2 milioni di euro per il Festival della capitale, si usino risorse per musei all'avanguardia"

L'inaugurazione è arrivata, dopo 30 anni di attesa, ma l'apertura dovrà tardare ancora. Taglio del nastro venerdì pomeriggio ad Altino per l'ormai famoso museo archeologico di cui ha parlato in questi giorni la stampa nazionale. Non solo però per i tesori che saranno custoditi al suo interno (diventerà uno dei più importanti poli attrattivi culturali italiani). Dopo la cerimonia, infatti, il complesso rimarrà chiuso in attesa della conclusione dell'allestimento dei locali del primo lotto di investimenti. L'unico per cui per ora ci sarebbero risorse disponibili. Questo perché solo un terzo degli allestimenti definitivi sarà possibile con i 6 milioni di euro ad oggi disponibili, che permetteranno di collocare negli spazi espositivi oltre 50mila reperti. Alcuni incredibili: è stata esposta per qualche ora una collana d'oro risalente al primo secolo d.C, trovata anni fa da un cittadino mentre lavorava la terra.

Dunque il tempo dei discorsi ufficiali, un giro per quel che c'è di pronto e poi tutti a casa con un arrivederci a giugno 2015. Chiudendo a chiave. “Non si capisce perché regalare 2 milioni di euro a un Festival decotto come quello del Cinema di Roma, invece che destinarli all’apertura di musei all’avanguardia, come quello di Altino, e al recupero del’ingente patrimonio culturale veneto e italiano che giace nei magazzini", ha dichiarato a tal proposito il presidente del Veneto Luca Zaia.

Dopo aver ricordato che dei 6 milioni complessivi necessari per realizzarlo e aprirlo, 4,8 sono stati finanziati dalla Regione (“e per fortuna questo sarebbe un museo nazionale”), il governatore ha aggiunto che “il Museo di Altino è un esempio virtuoso di sinergia fra istituzioni, ma soprattutto una dimostrazione per tutta Italia di come la Regione sa utilizzare i Fondi Ue”.

Zaia ha anche approfittato dell’occasione per lanciare un appello al Governo, affinchè rielabori le linee politiche di gestione dei beni culturali per consentire un efficace coinvolgimento dei privati. “Occorre – ha detto – che si faccia strada una nuova concezione di fruizione dei musei attraverso il coinvolgimento dei privati, non solo in funzione di sponsor, ma anche di coinvolgimento e assorbimento delle collezioni private o dei tanti reperti ritrovati e detenuti al di fuori da ogni conoscenza da parte delle autorità competenti”.

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