D'ora in poi sarà Ponte Longo Lino Toffolo: continua la sua storia d'amore con Murano

La proposta era scattata dopo la morte dell'attore, un anno fa, attraverso una petizione online poi approvata in Consiglio. Alla cerimonia la moglie e i figli: "Sarebbe felice"

Ad un anno esatto dalla scomparsa. Si celebra mercoledì 17 maggio, nel primo anniversario dalla morte, un gesto importante della città di Venezia per Lino Toffolo, attore, cantante, cabarettista e poeta, una delle figure veneziane più influenti del mondo dello spettacolo: l'intitolazione del Ponte Longo di Murano, la sua isola, quella che l'ha visto nascere, diventare celebre e morire. La cerimonia alle 11. Presenti, tra gli altri, la moglie di Toffolo, signora Carla, i figli Paolo, Anna e Luisa, l’assessore comunale alla Toponomastica, Paola Mar, i consiglieri comunali, Paolo Pellegrini e Sara Visman (che avevano lanciato una raccolta firme per questo progetto), il prefetto di Venezia, Carlo Boffi, e il vicequestore, Marco Odorisio. Oltre che il giornalista Giuseppe Barbanti.

“A Venezia - ha esordito Pellegrini - ci sono molte strade intitolate ai mestieri di un tempo; pochissime sono invece quelle dedicate alle persone. Ribattezzare questo ponte con il suo nome è il giusto riconoscimento a un uomo e a un artista che tanto ha amato la sua città e in particolare quest’isola, un gesto di omaggio che anche in Consiglio comunale ha subito trovato l’appoggio di tutti, indipendentemente  dagli schieramenti politici. A un anno dalla scomparsa, il ricordo di Lino Toffolo è ancora vivissimo, non solo tra i parenti e gli amici, ma in tutta l’opinione pubblica. La sua venezianità, anzi la sua “muranesità”, che gli riconosciamo con affetto e gratitudine, resta a noi come preziosa eredità”. Pellegrini ha poi concluso il suo intervento ricordando alcuni versi di una canzone di Toffolo, ispirata forse proprio al Ponte Longo: “‘Na candelina in man, i chierichetti in procession in fila do a do su la riva a fianco del canal el ponteselo i fa, riflessi in acqua i xe un circolo inpissà…”.

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La proposta di intitolazione del ponte a Toffolo era stata avanzata a maggio 2016, a pochi giorni dalla scomparsa dell’artista, dai consiglieri comunali Paolo Pellegrini e Sara Visman, ed era poi stata approvata all'unanimità dal Consiglio comunale nella seduta del 5 dicembre. Dopo l'autorizzazione prefettizia che ha dato il via libera definitivo all'intitolazione, necessaria dato che non sono ancora trascorsi dieci anni dalla scomparsa del grande attore, il ponte che parte dalla fondamenta dei Vetrai e si estende verso Nord terminando in Riva Longa da oggi si chiama dunque Ponte Longo Lino Toffolo.

Del legame profondo di Toffolo con Murano ha parlato anche Barbanti, ricordando come per l’artista l’isola natale fosse rimasta sempre un punto di riferimento. “A mio papà, - ha aggiunto Paolo Toffolo - che questo ponte lo ha consumato a forza di passarci sopra, questa intitolazione sarebbe piaciuta. Grazie, anche da parte sua, a tutti coloro che l’hanno resa possibile”.

“Come assessore alla Toponomastica - ha concluso l'assessore Mar, ringraziando la Prefettura per aver consentito l’accelerazione dell’iter amministrativo necessario - ho avuto l’occasione di intitolare vie e ponti a persone semplici, che hanno fatto della loro vita una testimonianza grazie anche alla passione per il proprio lavoro. L’amore di Lino Toffolo per la sua città - ha proseguito l’assessore - è stato subito ricambiato dopo la sua scomparsa: questa intitolazione parla infatti proprio di questa storia d’amore tra un grande artista e la sua città. Quando ami quello che fai tutti i giorni, quando sei legato profondamente alla tua città, quando fai il tuo lavoro con passione, resti nel cuore delle persone per sempre. Lasci il segno, come ha fatto Lino Toffolo. Il Ponte Longo, da oggi, è un piccolo segno di questa lunga storia d’amore”. 

Alla memoria di Lino Toffolo saranno dedicate nei prossimi giorni due iniziative: domenica 21 maggio, alle 17 al teatro Goldoni, la proiezione di uno dei suoi ultimi lavori dal titolo “Lei chi è” sul delicato tema della malattia, e mercoledì 24 maggio, alle ore 20 alla Casa del Cinema (San Stae 1990), una serata alla quale parteciperanno il figlio dell'artista scomparso, Paolo, e il giornalista Giuseppe Barbanti, che curerà l'introduzione. A seguire sarà proiettato il film “L'inquilina del piano di sopra” di Ferdinando Baldi (1977).

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