Incendio alla IdealService: "Nessun allarme diossina, i valori sono normali"

Il direttore del dipartimento dell'Arpav di Venezia Renzo Biancotto rassicura sui risultati delle analisi: "I dati sono nella norma, non sono state rilevate fibre d'amianto"

Tutto in una frase: "Considerato che la diossina è prevalentemente assunta con gli alimenti (più del 95%), in attesa di ulteriori dati da parte di Arpav si raccomanda di lavare gli ortaggi raccolti da eventuali orti privati investiti dalla nube, con abbondante acqua corrente prima del consumo". E' bastata questa riga di un comunicato diramato ieri dalla Ulss 13 per alzare un polverone sulla situazione ambientale nei comuni circostanti all'incendio che ha distrutto il capannone della IdealService di Ballò.

 

Di fronte ai timori dei cittadini la Ulss 13 precisa che si tratta di semplici precauzioni. I risultati delle analisi dei campioni di suolo prelevati dall'Arpav arriveranno entro due giorni. "Tutto porta a pensare che le analisi saranno positive, anche se mai dire mai". E' il direttore del dipartimento veneziano dell'Arpav Renzo Biancotto a spiegare le varie tappe delle analisi compiute. Che per ora non hanno restituito risultati allarmanti per la popolazione. "Con le analisi sui campioni di suolo la serie di esami si concluderà", spiega il dirigente.
 

LE TAPPE DELLE ANALISI - E' Biancotto stesso a ripercorrere le tappe delle analisi condotte. Alle 4 di notte, poche ore dopo l'incendio, nel punto di massima ricaduta dei fumi, a Stra, sono state rilevate tracce di diossina e idrocarburi leggermente superiori al fondo che ci può essere d'inverno. Le eventuali particelle si stavano distribuendo in un'area molto vasta. Un secondo campionamento dell'aria è stato eseguito la mattina al magazzino di Mondo Convenienza. Nelle vicinanze del capannone di Ballò andato a fuoco. Dalle undici a mezzogiorno i fumi, raffreddandosi, al posto di espandersi sospinti dal vento di bora, sono caduti subito nell'area circostante l'incendio. In questo caso quindi si sono rilevati valori elevati di diossina. Da ciò la scelta di evacuare l'area fino alla mezzanotte del giorno successivo. Alle 16 del pomeriggio un'altra rilevazione nella zona interdetta aveva mostrato già campioni "puliti" a livello di diossina e un calo consistente degli idrocarburi. La situazione quindi dopo qualche ora è tornata alla normalità.

LA QUESTIONE AMIANTO - I laboratori Arpav hanno dimostrato che il tetto del capannone era in Eternit contenente amianto. Per la precisione quest'ultimo era composto al 5,5% da crisotilo, minerale d'amianto tra i più utilizzati in passato. Nei campionamenti non sono state rilevate fibre, nemmeno nelle acque di lavaggio dei vegetali, analizzate per precauzione. I campioni sono stati raccolti nelle zone "di ricaduta" dei fumi. "I valori sono nella norma", certifica Biancotto.

 

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