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Istituzioni e sindacati sull'incendio di Porto Marghera. «Non doveva succedere» | VIDEO

Il polo industriale veneziano costituisce un pericolo? Un rischio per la salute e la sicurezza? Un'opportunità per l'economia e l'occupazione? Queste le riflessioni sulla chimica e sull'industria tornate prepotentemente alla ribalta con l'incendio alla 3V Sigma

 

L'incendo alla 3V Sigma do Porto Marghera ha scatenato reazioni e commenti da parte di tutto il mondo della politica e delle organizzazioni sindacali (nel video gli interventi del presidente di Municipalità Gianfranco Bettin, della capogruppo Pd in Consiglio comunale Monica Sambo, del segretario Femca Cisl Venezia Giuseppe Callegaro e dell'rsu Femca Cisl Marco Bello, del segretario della Camera del lavoro Metropolitana di Venezia Ugo Agiollo). 

«Basta con le imprese che non garantiscono sicurezza sul luogo di lavoro e minacciano l’equilibrio ambientale -  scrive Gabriele Scaramuzza segretario regionale di Articolo Uno - Non possono più continuare ad operare. Questo è il dato di verità che dobbiamo trarre dall’incendio all’impresa di Marghera accaduto oggi. Siamo vicini e solidali ai lavoratori coinvolti, alle loro famiglie e ai loro colleghi».

«Quanto accaduto nella industria chimica, incidente del quale sappiamo ancora poco, necessita chiarezza sulle responsabilità. Ma al di là delle cause, ci pone ancora una volta un tema di fondamentale importanza: rendere prioritaria la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ne abbiamo parlato tanto in queste settimane a proposito delle emergenze dettate dalla pandemia, mettendo al primo posto la salute dei cittadini e dei lavoratori. Dovremmo continuare a parlarne.E soprattutto trovare forme di tutela dei lavoratori che possano anche sfruttare le nuove tecnologie e mettere in sicurezza stabilimenti e processi senza dover piangere nuove vittime o comunque nuovi feriti sui luoghi di lavoro», commenta il deputato di Forza Italia, Dario Bond.

«Al di là di tutti gli accertamenti necessari a far chiarezza sulle responsabilità, va subitomesso in evidenza che la 3V Sigma è sempre stata un’azienda con difficili relazioni industriali e già in passato è stata protagonista di incidenti importanti. Non più tardi di un anno fa gli stessi lavoratori si sono mobilitati per le condizioni di lavoro e sicurezza. Questo grave incidente dimostra che l’unica strada per salvaguardare la salute dei lavoratori e la continuità degli impianti sono gli investimenti sulla sicurezza e sull’efficienza: strategie di investimento continue, manutenzione preventiva e formazione. La Filctem Cgil di Venezia resta in apprensione per lo stato di salute dei due lavoratori gravemente ustionati auspicando una loro guarigione», scrive il segretario Filctem Cgil Venezia Davide Camuccio.

«Venezia è una città in balia delle emergenze. In centro storico suonano le sirene per l’acqua alta, a Marghera per gli incidenti industriali. Il Dossier Venezia deve essere una delle priorità del Parlamento e del governo. Il tema della sicurezza e della riconversione di Porto Marghera deve uscire dai documenti programmatici di cui abbiamo pieni gli scaffali e diventare realtà. Chiamerò alla Camera il ministro all’Ambiente Sergio Costa per riferire sull’incidente, chiedendo di fornire tutte le informazioni e predisporre rapidamente un sopralluogo nel luogo dell’incidente. I cittadini devono sapere tutto sull’accaduto: perché è successo? Quali sostanze sono state sprigionate nell’aria? Di chi sono le responsabilità? Inoltre in Consiglio comunale il sindaco dovrà chiarire la lentezza del servizio di allerta peri cittadini del Comune: l’allarme è stata data in ritardo e in forme caotiche», secondo Nicola Pellicani deputato del Pd.

«Chiediamo l'adozione non più rinviabile di un protocollo di sicurezza per lavoratori e cittadini per tutta l’area industriale di Marghera e di accertare le eventuali ricadute sanitarie ed ambientali dell'incidente di oggi, considerando i già gravi problemi ecologici dell'area". Lo dice il senatore del Pd Andrea Ferrazzi, capogruppo dem nella Commissione Ambiente e Territorio.

«Il disastro avvenuto stamattina crea preoccupazione e allarme. Purtroppo si tratta di un disastro prevedibile», dichiara Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’economia e candidato sindaco di Venezia. «Solo pochi mesi fa i lavoratori dell'azienda coinvolta avevano scioperato chiedendo condizioni di lavoro più sicure e denunciando l'insufficienza dell'impianto antincendio. Occorre una svolta rispetto al modello di sviluppo di Porto Marghera per una conversione industriale che combini opportunità di lavoro con la necessaria sostenibilità ambientale. Tutto questo avviene a ridosso delle case dove vive la popolazione della terraferma, a pochi chilometri dagli incommensurabili patrimoni artistici veneziani e in un ambiente lagunare delicatissimo. Non può più succedere».

«Purtroppo oggi siamo stati testimoni di un gravissimo incidente industriale che ha messo a rischio la vita e la salute di tantissimi lavoratori e lavoratrici. La 3V Sigma è un azienda chimica che non é inserita nella complessa “macchina “ del petrolchimico, ma adiacente, quindi al di fuori delle logiche aziendali e sindacali sulla salute e la sicurezza per i lavoratori e l’ambiente che vedono entrambe le parti da decenni costantemente impegnate affinché ci si possa avvicinare il più possibile al famoso "rischio zero". Nei mesi scorsi si è cercato di un suonare un campanello di allarme in tal senso da parte delle organizzazioni - scrive Cristian Tito della Uiltec Veneto e Venezia centro-orientale - Non spetta a noi dare risposte sulle cause del grave incidente accaduto oggi, quelle ci verranno date dagli enti preposti, ma spetta anche a noi monitorare che nelle aziende si investa per far sì che vengano messe in campo tutte quelle azioni possibili a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici che tutti i giorni si recano sul posto di lavoro, e di denunciare quelle che a nostro avviso non rispettano quanto previsto».

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