Due nuove inchieste per i crolli a Venezia: la città si sta sgretolando?

L'ipotesi di reato avanzata dalla procura è omissione di manutenzione, in seguito alla caduta giovedì di una tegola e di un barbacane da alcuni edifici privati nel centro storico lagunare

Omissione di manutenzione. Sarebbe questa l’ipotesi di reato avanzata dal pubblico ministero Giorgio Gava nel corso di due inchieste aperte dalla Procura di Venezia. Alla base vi sarebbe il crollo di una tegola e di un barbacane da alcuni edifici privati nel centro storico.

Lo scorso giovedì, attorno a mezzogiorno, dal tetto dell'ex Pilsen in Frezzeria, ad un’altezza di circa 10 metri, è caduto un coppo, che ha colpito alla spalla e ferito, fortunatamente solo lievemente, un passante. L’edificio pare sia chiuso da anni, in attesa dell’autorizzazione ad una sua trasformazione in spazio commerciale (dovrebbero essere aperti negozi del gruppo Coin) e ora la società proprietaria dell’edificio, la Mediterraneo sviluppo S.r.l., potrebbe dover rispondere alla magistratura per la sua mancata manutenzione.

Poco dopo le 14, mentre polizia locale e vigili del fuoco stavano ultimando l’intervento, si è appresa la notizia dalla centrale di una nuova caduta, in calle dei Fabbri, a circa un centinaio di metri di distanza. Ad essersi staccato, questa volta, è un pezzo di barbacane da 4 chili, da un’altezza di circa 3 metri. Nessuno è stato per fortuna colpito, essendo la calletta poco trafficata.

A rendere sempre più fragile Venezia è in primis la mancanza di fondi della legge speciale e questo obbliga i vigili del centro storico a rispondere, almeno una volta al giorno, ai reclami dei cittadini circa camini pericolanti, tegole in procinto di cadere, gradini rotti, ponti e rive che cedono.

Tali segnalazioni sembrano, inoltre, essere aumentate nell’ultimo periodo, soprattutto nei giorni di pioggia o forte vento. Se nel corso degli accertamenti viene rilevato un potenziale pericolo per la salute pubblica, la municipale avvisa subito gli uffici del comune che provvedono ad ulteriori controlli.

Sicuramente il Comune provvederà ora ad inviare, ai proprietari degli immobili protagonisti dei crolli di giovedì, una diffida a mettere i propri edifici in sicurezza. In un anno, si stima dall'ufficio Lavori pubblici, sono un centinaio le diffide inviate per l'incuria della proprietà.

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