Da un lettore: "Quell'ultraleggero non poteva effettuare acrobazie"

Mario F. fornisce la sua lettura della tragedia aerea di Caposile: "La trave unica del Pioneer 300 si era lesionata dall'uso inconsueto del mezzo e successivamente si è spezzata"

La tragedia di domenica pomeriggio scorso in cui hanno perso la vita il 45enne Franco Borin, alla guida del suo ultraleggero, e il 19enne Simone Conte continua a scuotere tutti. Compreso il mondo degli appassionati del volo. In molti nel Web, compreso un nostro lettore che ci ha inviato una mail accalorata, segnalano che il Pioneer 300 che si è schiantato a terra in un campo agricolo di Caposile non è un mezzo adatto alle acrobazie. Per quelle ci sono velivoli "ad hoc".

 

 

"Purtroppo - scrive Andrea F. - è successo che la trave unica in quel modello di ultraleggero (Pioneer 300, ndr) si fosse precedentemente lesionata dall'uso inconsueto del mezzo, con le acrobazie, e successivavente si è spezzata". Questa la chiave di lettura che fornisce il lettore, che si presenta come esperto di volo e di regolamentazioni. Per gli aerei acrobatici esiste una legislazione dedicata che costringe a cicli di manutenzione particolari dopo un certo lasso di tempo o di ore di volo e sono progettati apposta. "Questi sono modelli che non hanno nulla a che fare con quello della disgrazia", continua Andrea F. Il Pioneer 300 di proprietà di Franco Borin era un ultraleggero, "e per tale categoria le acrobazie sono vietate", conclude il lettore.

 

 

Intanto le indagini degli inquirenti continuano. Il pubblico ministero Rita Ugolini ha acquisito tutti i video e le foto amatoriali immediatamente successivi allo schianto del velivolo. In quelle immagini potrebbero esserci elementi fondamentali per ricostruire la dinamica dell'incidente. Gli inquirenti per ora non escludono alcuna ipotesi. La più avvalorata, in virtù delle testimonianze raccolte anche dai carabinieri di San Donà di Piave, è il cedimento strutturale. Ma a causa di cosa? Per rispondere a questa domanda nei prossimi giorni verrà affidato a un perito il compito di effettuare una consulenza tecnica sui rottami del Pioneer 300, ora posti sotto sequestro in un hangar dell'aviosuperficie "Papere Vagabonde" dove è accaduta la tragedia.
 

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