Perizia sulla nave e ripartenza entro il 7. Ai passeggeri rimborso dell'intero biglietto

La procura di Venezia al lavoro sull'incidente a San Basilio. Sequestrati scatola nera e punti di movimento della Msc Opera: si ipotizza il reato di inosservanza delle norme sulla sicurezza

Le procedure tecniche di arrivo sono state rispettate e la nave era correttamente legata ai rimorchiatori. Qualcos'altro, però, è andato storto. Per accertare la dinamica e le eventuali responsabilità dell'incidente navale di domenica la procura di Venezia ha disposto una consulenza tecnica, che sarà eseguita nei prossimi giorni. È stato deciso, ha spiegato il procuratore capo Bruno Cherchi, sulla base delle prime emergenze individuate dalla capitaneria di porto: «All'esito della perizia - ha detto - valuteremo se c'è qualcuno da iscrivere nel registro degli indagati». In quel caso si procederà con l'articolo numero 1231 del codice della navigazione, il reato penale di "inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione".

Perizia tecnica

In pratica la consulenza dovrà accertare, dal punto di vista tecnico, che cosa abbia fatto sbandare la nave, facendole perdere la rotta per poi schiantarsi contro la banchina e contro un battello turistico ormeggiato a San Basilio. Nel frattempo, ha specificato Cherchi, «abbiamo disposto il sequestro di tutti i punti di movimento della nave: i motorini per spostarla e il timone, oltre alla scatola nera». Per il resto la Msc Opera non risulta sotto sequestro. Al momento è ancora a Venezia, ancorata alla Marittima, e dovrà in ogni caso subire alcune riparazioni per i danni riportati nell'impatto.

La ripartenza della Msc

La nave, quindi, ha avuto questa mattina il permesso di iniziare i lavori di ripristino dello scafo e sono in corso i lavori di saldatura, fa sapere Msc. «L’indagine in corso richiederà però alcuni giorni per essere completata e quindi la nave non potrà completare l'itinerario inizialmente previsto nel Mediterraneo orientale. Al momento è previsto che possa salpare da Venezia entro venerdì 7 giugno, in modo da poter arrivare a Bari sabato. Da lì la nave ripartirà per Venezia, da dove si prevede l’inizio della crociera successiva. Msc crociere ha preso la decisione di annullare l'attuale crociera e di rimborsare a tutti i passeggeri per l’intero costo del biglietto e gli eventuali servizi prenotati. Per i passeggeri che rimarranno a bordo della Opera fino alla data prevista per lo sbarco, la compagnia ha disposto che tutti i servizi di bordo e l’intrattenimento restino pienamente in operativi. Per coloro che non intendono restare a bordo, Msc fornirà tutta l’assistenza necessaria per garantire un pronto rientro a casa e si farà carico di tutti i costi».

Musolino a Roma

In queste ore il presidente dell'Autorità portuale veneziana, Pino Musolino, si trova a Roma perché convocato d'urgenza dal ministro delle Infrastrutture e trasporti, Danilo Toninelli. È un momento importante, perché la vicenda ha riaperto il grande dibattito sul transito delle grandi navi nel canale della Giudecca. Praticamente tutti - la politica, i comitati, i cittadini - concordano sul fatto che i "giganti del mare" vadano fatti passare altrove, visti i rischi dell'itinerario attuale. Non è un'esagerazione affermare che ieri è stata sfiorata una tragedia, anche se tutto sommato è andata bene: il bilancio, oltre ai danni, è di quattro persone ferite, tutte in modo abbastanza lieve, due delle quali già dimesse dall'ospedale.

Grandi navi

La causa dell'impatto, secondo Msc, è stata un'avaria al motore che ha fatto accelerare la nave fino a rompere il cavo del rimorchiatore che la teneva "frenata" a poppa (come detto, però, saranno gli accertamenti della magistratura a chiarire con certezza quanto accaduto). Il problema è che finora, nonostante anni di progetti, ricorsi e contestazioni, ancora nessuna soluzione alternativa è stata adottata per la rotta delle crociere. La speranza è che dalle riunioni di questi giorni emerga, finalmente, qualcosa di concreto. Nel frattempo una manifestazione dei "no grandi navi" è stata annunciata per il pomeriggio di sabato 8 giugno.

Interrogazione

«Il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli venga a riferire in Parlamento sulle cause dell'incidente e su quale soluzione intenda adottare per allontanare definitivamente le grandi navi dal Bacino di San Marco e dal canale della Giudecca - scrive il deputato Pd Nicola Pellicani -. Ho presentato un'interpellanza perché non è pensabile continuare a prendere in giro i veneziani e il mondo intero. L'ultimo Comitatone, convocato dal governo di centrosinistra in data 7 novembre 2017, aveva individuato una soluzione condivisa da Comune Regione e Porto, ma l'attuale governo ha azzerato tutto».

Cabina di regia

«Quanto avvenuto ci porta a denunciare da un lato i ritardi oramai inaccettabili e, dall’altro, a rivendicare una soluzione in tempi rapidissimi, che tenga nella dovuta considerazione la vivibilità e la sicurezza della città, la salvaguardia della laguna, l’occupazione, le attività portuali, nonché la tutela delle attività industriali e manifatturiere esistenti nell’area di crisi complessa di Porto Marghera - scrivono Cgil, Cisl e Uil unitariamente lunedì -. Chiediamo che si faccia chiarezza sullo studio di compatibilità redatto dal Comitatone nel 2017 e mai presentato alle parti sociali. Quanto accaduto ripropone il tema dell’eccessiva presenza di imbarcazioni nei principali canali di Venezia. Le sigle ribadiscono la necessità che sia convocata la cabina di regia istituita dalla Città Metropolitana, dove trovare una sintesi di tutte le istanze del territorio e arrivare a una decisione».

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