Tragico incidente sul lavoro a Marghera: operaio travolto e ucciso da un camion

E' successo poco dopo le 9.30 di martedì in via Righi. La vittima è Mauro Morassi, 55enne residente a Zuglio (Udine) e dipendente Sacaim. Il mezzo pesante non gli ha lasciato scampo

Il camion esce dal deposito e lo travolge, non lasciandogli scampo. Tragico incidente sul lavoro martedì mattina in via Righi a Marghera, dove sono in corso delle operazioni di asfaltatura: per cause ancora al vaglio del reparto motorizzato della polizia locale e degli ispettori dello Spisal dell'Ulss 3 "Serenissima", Mauro Morassi, operaio 55enne residente a Zuglio, in provincia di Udine, ha perso la vita sul colpo dopo essere finito sotto le enormi ruote del mezzo pesante.

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Soccorsi inutili

Per lui, dipendente Sacaim di grande esperienza, i soccorsi si sono rivelati vani: sul posto poco dopo le 9.30 si è portata un'ambulanza del Suem, con in più l'automedica, ma fin da subito si è capito che per la vittima non c'era nulla da fare. A lanciare l'allarme sarebbe stato un collega di Morassi, che ha chiesto al conducente del camion di arrestare la propria marcia. Davanti ai loro occhi una scena straziante: sul posto per mettere in sicurezza la zona e per mettere in condizione i sanitari di intervenire sono giunti anche i vigili del fuoco. Gli agenti della polizia locale hanno raccolto la testimonianza sia del camionista, un 36enne di Tavagnacco, in provincia di Udine, e dell'altro lavoratore, dopodiché hanno effettuato lunghi e accurati rilievi, fino all'arrivo dell'agenzia di pompe funebri. Dopo il nulla osta del magistrato di turno, la salma è stata rimossa e portata all'obitorio di Mestre.

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I sindacati: "Sia fatta chiarezza"

Ad assistere alle indagini anche sindacalisti in prima linea nel settore edile: "Siamo venuti a controllare la situazione vigente nel cantiere - dichiara Alberto Franzo, della Filca Cisl - purtroppo il nostro settore è colpito dall'ennesima tragedia. Per quanto si faccia formazione in edilizia, per quanto si cerchi di porre attenzione nei lavori stradali come questo, stiamo parlando ancora di morti sul lavoro. Siamo molto preoccupati". A pochi metri da lui Francesco Andresani, della Fillea Cgil: "Bisognerà capire cosa non abbia funzionato in chiave sicurezza - ha dichiarato - Tutti, anche attraverso i nostri enti bilaterali, dobbiamo cercare di fornire ancora più formazione affinché questi tragici eventi non si ripetano più".

Cgil Cisl e Uil: "Sicurezza è civiltà"

"Un’altra persona non torna a casa al termine della propria giornata lavorativa - scrivono unitariamente le sigle veneziane: Cgil, Cis e Uil -. E da quando la crisi ha abbassato un po’ il suo mordere, e si è ripresa una seppur piccola dinamicità, ogni giorno leggiamo di morti e infortuni gravi, leggiamo di non rispetto delle norme di sicurezza, della continua rincorsa del lavoro a ogni costo, senza una minima garanzia e tutela. Non basta più l’indignazione, è il momento di dar vita ad un vero percorso che costruisca nel paese una cultura radicata della sicurezza sul lavoro, che faccia superare l’idea che la salvaguardia delle persone sia solo un costo, e porti alla consapevolezza che si tratta di elementi di civiltà e tutela. Servono nuovi e non comprimibili investimenti in innovazione e formazione in tema di salute e sicurezza, che non possano essere aggirati dalle pratiche degli appalti sempre più al ribasso, dall’utilizzo di manodopera in nero, dagli scarsi controlli. Serve il piano Strategico Nazionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che da tanto tempo chiedono unitariamente Cgil Cisl e Uil".

Cgil Cisl e Uil nazionali hanno deciso che questo tema caratterizzerà tutte le iniziative che verranno organizzate sul territorio nazionale per celebrare il primo Maggio. "Serve ora dare concretezza alla piattaforma unitaria sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che proprio qui a Mestre, lo scorso 19 gennaio, oltre 750 delegati, Rls, Rlst provenienti da tutta Italia di tutte e tre le organizzazioni sindacali, hanno discusso e approvato".
 

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