Auto fuori strada all'«incrocio maledetto», la famiglia: «Il Comune intervenga»

La bimba, tre anni, non vuole più salire in macchina. Dieci giorni dopo altro incidente simile

L'auto con l'impatto è finita nel fossato

La vista di quel seggiolone rosso compresso tra lamiere contorte e detriti parla più di qualsiasi commento. E dice tutto dell’autentico «miracolo» da cui sono stati toccati la bimba che vi era seduta e i suoi genitori, così come della pericolosità di un incrocio, quello tra le vie Marinoni e Volpino, a Pianiga, dove gli incidenti sono all’ordine del giorno. Per non parlare, poi, dell’altro seggiolino, rimasto letteralmente squarciato, che si trovava nell’auto, quello della sorella più grande, che per fortuna nella circostanza non c’era. Il giorno dell’Epifania, attorno alle 13, la bimba, di appena tre anni, di Noale, è seduta sul suo seggiolino regolarmente fissato al sedile posteriore di una Bmw 520 D condotta dal papà, di 39 anni, e con a bordo anche la mamma, di 37: la famiglia sta procedendo lungo via Marinoni, la strada principale con diritto di precedenza, quando all’improvviso la macchina viene tamponata da una Renault Mégane condotta da un 31enne di origini albanesi (e con all’interno un altro passeggero), che, uscendo da via Volpino, manca lo stop.

L'appello al Comune

L’impatto è terribile, la Bmw finisce capottata e tutta accartocciata nel fossato. I tre occupanti, trasportati all’ospedale di Dolo, escono tutti con lesioni varie per diversi giorni di prognosi (anche 15), ma vivi.  I genitori, per essere adeguatamente risarciti dei danni fisici, materiali  e morali patiti, attraverso la consulente personale Alice Righi si sono affidati a Studio 3A e lanciano un appello al Comune di Pianiga erchè «quel punto nero della viabilità, che infatti a Pianiga chiamano “incrocio maledetto”, vanno rafforzati i presidi di sicurezza, magari segnalando meglio e prima il cartello di stop, migliorando la visibilità, limitata da un lato da una siepe, e installando qualche dosso per costringere i veicoli a rallentare (almeno) in prossimità dell’intersezione: via Volpino, tipica strada del Decumano, è un lungo rettilineo dove si corre».

Un altro incidente

E infatti, appena dieci giorni dopo, Studio 3A si è trovato a gestire un altro incidente fotocopia avvenuto nello stesso punto, su mandato del titolare di una ditta del posto, di 50 anni, del figlio ventenne e di un altro dipendente di 43 anni. Quest’ultimo, che era alla guida, e il giovane, passeggero, il 16 gennaio, alle 8 del mattino, procedevano su via Marinoni con un camioncino Nissan Cabstar, che è stato centrato da un mezzo sbucato a sua volta da via Volpino senza dare la precedenza, anche se dal lato opposto da cui era uscita la Mégane che aveva causato il sinistro della Befana.

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