"Troppi morti. Serve una svolta sulla sicurezza". Assemblea Cgil Cisl e Uil al Vega

Il cordoglio dei sindacati nazionali ai familiari delle vittime dei ripetuti incidenti mortali sul lavoro. "Servono più ispettori, prevenzione e piena attuazione delle norme"

Foto: Facebook Cgil Veneto

"Di lavoro si muore, ancora". Cgil, Cisl e Uil in assemblea al Vega di Venezia hanno espresso solidarietà ai familiari e ai colleghi di lavoro delle vittime dei ripetuti infortuni mortali accaduti nei giorni scorsi, prima di ribadire "l'esigenza di dare risposte concrete e efficaci per la piena attuazione delle normative, il rafforzamento dei servizi ispettivi, il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti per rafforzare il sistema di prevenzione e sicurezza".

Sicurezza e appalti

Mai come in questi anni il tema della sicurezza è stato al centro dell'attenzione, nel nostro paese e nel nostro territorio. Quando il discorso si sposta sul piano del lavoro, perde centralità sui media, i social e il dibattito pubblico. Per diventare questione dirompente sulle pagine dei giornali nazionali solo quando accadono incidenti mortali, come quello della Lamina di Milano, costato la vita a tre persone, e quello che ha coinvolto il giovane lavoratore nel bresciano, mercoledì. Le clausole sociali negli appalti sono da sempre cavallo di battaglia dei sindacati. Garantire la continuità dei lavoratori, indipendentente dalla ditta che si aggiudica i lavori, è infatti elemento di rafforzamento della conoscenza dei dispositivi coinvolti nello svolgimento delle mansioni. Più esperienza e meno rischio. Ma non basta.

Ispettorati del lavoro

L’appuntamento è stato preparato da venti assemblee regionali che hanno coinvolto centinaia di dirigenti sindacali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, e patronati. Obiettivo: individuare percorsi d’azione sul territorio, anche attraverso la contrattazione, e le sinergie necessarie con gli altri attori della prevenzione, come Inail, Asl, Ispettorato e Regioni.

"Alla luce dei continui eventi drammatici di infortuni e morti sul lavoro, purtroppo anche recentissimi - sottolineano le tre Confederazioni - l’azione che si intende intraprendere vuole essere un’azione di prevenzione efficace, partecipata e diffusa. Non si può più aspettare o rimandare un intervento sinergico, determinato e diffuso, sui temi della prevenzione. La mancanza in Italia, a differenza di tutti gli altri paesi dell’Unione europea, di una strategia nazionale di prevenzione si avverte in modo sempre più evidente”. 

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