"La caduta non fu colpa dei gradini", Comune assolto per l'infortunio sul ponte di Calatrava

L'episodio nel gennaio del 2012, quando un 57enne toscano cadde e si procurò lesioni ad un pollice. Fece causa a Ca' Farsetti, ma il tribunale non ha rilevato nesso di causalità

Richiesta respinta: non ci sarà risarcimento per un 57enne che nel gennaio del 2012 aveva messo un piede in fallo era caduto sul ponte di Calatrava, procurandosi una lesione ad un pollice. Secondo il tribunale civile di Venezia lo "scivolone" non è avvenuto per colpa dei gradini, al contrario di quanto sostenuto dall'infortunato e dai suoi legali. Il giudice - come riporta Il Gazzettino - ha motivato la sentenza spiegando che non c'è prova che a causare il movimento errato sia stata "una irregolarità del gradino o di una insidia", e che quindi manca il nesso di causalità tra la caduta ed eventuali anomalie del ponte.

L'uomo, architetto toscano, in seguito all'incidente era stato costretto a indossare un guanto in vetroresina e un tutore per quasi due mesi. Tramite i suoi avvocati aveva chiesto al Comune di Venezia un risarcimento di 20mila euro, oltre alle spese mediche, sostenendo appunto che la responsabilità dell'infortunio era da attribuire alle condizioni dei gradini del ponte della Costituzione. Al processo sono stati portati i risultati di una perizia medico-legale che attestava lesioni permanenti per l'uomo, tra il 6 e il 9 per cento; oltre alla testimonianza di una persona che ha confermato che il giorno dell'incidente il ponte era bagnato e il gradino era sporco con presenza di muschio (in un angolo però irraggiungibile dai pedoni).

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Insomma, in caso di umidità c'è solo da fare un po' di attenzione mentre si sale e scende. Secondo l'avvocato che  tutela il Comune, le cause finora intentate per episodi simili sono cinque: di queste, due si sono concluse con una condanna in primo grado e una in appello; quest'ultima con il riconoscimento del concorso di colpa da parte dell'infortunato.

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