"Caccia" alla terza colonna di San Marco, da maggio il via alle ricerche nel fondale

Le operazioni saranno effettuate fino al mese di agosto, e saranno finanziate da privati, per un costo complessivo di 350mila euro. Permetteranno di dare anche utili indizi archeologici

C'è il via libero. Come riportano i quotidiani locali, durante la riunione in Comune di giovedì presieduta dall'assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto sono state confermate le indagini tomografiche per l'individuazione dell'eventuale terza colonna di San Marco, che secondo il mito sarebbe rimasta sommersa da almeno 9 secoli, mentre venivano issate le colonne del Todaro e del Leone alato, simboli di Venezia. Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, anche il subacqueo Roberto Padoan e i tecnici delle imprese Morgan e Icorest, che si occuperanno di fare tutti i rilievi necessari nel fondale.

Il periodo prestabilito per le indagini sarà quello tra maggio e agosto, come ha spiegato Zaccariotto. Le operazioni saranno effettuate nel corso della notte, così da non creare alcun tipo di disturbo ai turisti e alle attività della zona, in un periodo di alta stagione, e soprattutto in uno dei luoghi maggiormente "popolati" dai forestieri. Oltre a capire se questa fantomatica colonna ci sia davvero o sia solo il frutto della fantasia dei secoli addietro, le operazioni tomografiche saranno utili anche per rendersi conto di cosa si trovi nel fondale e valutare la situazione dei sottoservizi. I rilievi non costeranno nulla al Comune, in quanto saranno finanziati dai privati. L'Amministrazione si occuperà solo di installare dei cartelli, che permetteranno ai turisti di capire che tipo di lavori siano in corso ed il perché. Il costo totale delle operazioni preliminari si aggirerà sui 300-350mila euro.

Gli interventi preventivati non saranno invasivi, come specificato dalle ditte che si occuperanno delle varie operazioni: in una fase iniziale, infatti, saranno solo inseriti dei sensori elettrici nelle fessure dei masegni, che potranno dare indizi utili anche dal punto di vista archeologico sui fondali fronte molo. La speranza è anche quella di ritrovare le fondazioni della chiesa di San Teodoro, che un tempo sorgeva dove è stata edificata la Basilica di San Marco, nonché di avere qualche notizia sulla chiesa di San Geminiano, demolita e poi ricostruita al fondo della piazza, prima che Napoleone desse l'ordine di demolirla insieme a parte delle Procuratie.

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