Case di riposo: «Niente strutture pubbliche, troppe difficoltà». Lanzarin rassicura

La protesta di martedì alle 9.30 a palazzo Balbi, per la mancata attuazione del disegno di legge regionale. Cgil: «La privatizzazione avanza e ci sono famiglie che non possono sostenere gli enormi costi di cura di parenti anziani e non autosufficienti». Per la Regione Veneto entro l'anno si avrà il testo della riforma complessiva

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La popolazione invecchia e sempre più famiglie sono in difficoltà per la cura di parenti anziani e non autosufficienti. «Siamo una delle ultime regioni ad attuare una riforma che come disegno di legge regionale esiste sulla carta da 4 anni, ma non è mai stata concretizzata - spiega Elena Di Gregorio segretario regionale Spi Cgil Veneto. La protesta è approdata a palazzo Balbi, martedì, chiedendo a gran voce la calendarizzazione del provvedimento definitivo -. Le case di riposo devono restare pubbliche, e devono essere investite risorse per investimenti a favore di una popolazione sempre più longeva». L'incontro con l'assessore alla Sanità regionale Manuela Lanzarin, sembra produrre i primi effetti.

Residenze e servizi domiciliari

«La riforma delle Ipab rientra in un disegno più ampio di revisione complessiva del sistema veneto di assistenza per i non autosufficienti. L’assessorato sta lavorando con gruppi tecnici non solo per ridisegnare il nuovo assetto delle Ipab, ma per rivedere in maniera organica l’intera struttura degli interventi assistenziali, di cui i servizi residenziali sono un tassello importante, insieme ai centri diurni, ai servizi di domiciliarità e alla rete delle assistenti familiari», ribadisce Lanzarin incontrando una delegazione dei rappresentanti sindacali dei lavoratori delle Ipab del Veneto, guidata da Paolo Righetti, segretario regionale Cgil, Elena Di Gregorio Spi Cgil, e Daniele Giordano Cgil Funzione pubblica. «Affrontare il problema limitandosi a una riduzione dell’Irap, l’imposta su dipendenti a carico dei bilanci degli enti assistenziali, e a un aumento del numero e degli importi delle impegnative di residenzialità, significherebbe mancare l’obiettivo e non riuscire dare una risposta lungimirante ai bisogni di una società che sta rapidamente invecchiando - prosegue Lanzarin -. Per questo abbiamo preferito superare il progetto di legge presentato dalla giunta all’inizio della legislatura e disegnare un intervento più ampio e complessivo che la Regione intende presentare entro l’anno».

La riforma avanza

«Nel frattempo – ha spiegato l’assessore – il percorso verso il rilancio del ruolo assistenziale degli oltre 120 Ipab presenti in Veneto ha già preso avvio. Le nuove norme sui centri diurni e sulle aggregazioni degli Ipab, inserite nella finanziaria 2017, il sistema di pagamento a budget previsto dal nuovo piano sociosanitario regionale 2019-2023, e le maggiori risorse stanziate dai riparti del Fondo per la non autosufficienza dell’ultimo biennio sono già  pezzi della futura riforma».

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