Si fingevano funzionari pubblici e rubavano le pensioni agli anziani: due ladre in manette

I carabinieri di Padova hanno portato a termine l'operazione che ha smascherato ben sei raggiri commessi nella provincia euganea e veneziana. Le due donne raggiunte a Vicenza

I carabinieri del comando provinciale di Padova, al termine di un'indagine articolata, sono riusciti ad arrestare due ladre di etnia sinti, C.D.I., 47enne e A.D., 52enne, entrambe residenti a Vicenza. Le due donne sono accusate di aver commesso una serie di furti aggravati in abitazione ai danni di anziani.

Modus operandi

Le indagini condotte dai militari dell'Arma di Legnaro hanno accertato che le due indagate adottavano un modus operandi costante e collaudato, secondo cui prima sceglievano gli obiettivi tra gli anziani che vivevano soli e in abitazioni isolate, quindi si presentavano alle vittime come dipendenti pubbliche incaricate di curare la salute e tutelare i diritti patrimoniali degli anziani poi, mentre una delle due si intratteneva a parlare con la vittima di turno, l'altra si aggirava indisturbata nelle camere della casa, che ripuliva di gioielli e denaro. Infine, dopo essersi scambiate un cenno d'intesa, le due ladre fuggivano a bordo di un'auto che avevano lasciato parcheggiata in strada. Inolte, nel contesto di un furto, commesso a marzo a Terrassa Padovana, le due si erano servite di due complici, T.C. 68enne e D.M. 26enne, residenti rispettivamente a Padova e Vicenza che attendevano le due donne all'esterno dell'abitazione fungendo da palo.

Furti contestati

Sei sono i furti in abitazione contestati alle due arrestate, da gennaio ad ottobre 2017, nelle province di Padova e Venezia. Il primo il 31 gennaio a Curtarolo: tentato furto aggravato in abitazione ai danni di una 80enne alla quale le due indagate si presentavano per impiegata del Comune e medico di servizio sanitario, incaricate di effettuare controlli sul libretto della pensione della vittima. Il secondo a Mestrino, il 20 febbraio: furto aggravato in abitazione di 1.200 euro in contanti ai danni di un 89enne al quale le indagate si sono spacciavano come impiegate della Regione con il compito di svolgere accertamenti finalizzati ad ottenere un aumento sulla mensilità della pensione. Il terzo il 21 marzo a Granze: furto aggravato in abitazione di 50 euro in contanti ai danni di una pensionata 78enne alla quale le indagate si proponevano per medici dell'Usl incaricate di effettuare accertamenti finalizzati ad ottenere un rimborso sulle tasse pensionistiche. Il quarto il 28 marzo a Terrassa Padovana: furto aggravato in abitazione ai danni di un 82enne al quale le arrestate, presentandosi come impiegate Inps, hanno rubato una borsa contenente effetti personali (episodio in cui hanno agito con il supporto di due complici).

Nel Veneziano

Quindi il 29 settembre a Dolo: furto aggravato in abitazione di 50 euro in contanti e di un bancomat ai danni di un 78enne al quale una delle due indagate si spacciava per dipendente Insp mentre la complice entrava da una finestra rovistando in casa. Infine il 2 ottobre a Monselice: furto aggravato in abitazione di 50 euro e del codice fiscale di una 92enne alla quale le due indagate si proponevano come impiegate del Comune con l'incarico di controllare il libretto della pensione.

L'arresto

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Le due ladre sono state quindi rintracciate e arrestate a Vicenza: C.D.I., 47enne, è stata raggiunta in una casa mobile di via Biron di Sopra, mentre A.D., 52enne, nel campo nomadi di via Cricoli. Le due indagate sono state associate alla casa circondariale di Verona.

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