Conad: «Così salviamo Auchan da morte certa»

La lettera: «L'ipermercato da 3 anni registra un calo continuo (537 milioni nel 2018), oggi perde ancora oltre un milione di euro al giorno. Il cambio gestione è l'unica soluzione»

Sciopero Auchan mercoledì 30 ottobre

«Non c'è soluzione». O meglio, l'unica alternativa praticabile è il cambio di gestione, secondo Conad, che scrive spiegando il piano di salvataggio degli ipermercati Auchan e punti vendita Sma e Simply, nella stessa giornata dello sciopero nazionale, il 30 ottobre. «Auchan da 3 anni registra perdite (537 milioni nel solo 2018 prima delle dismissioni per operazioni straordinarie). Oggi perde ancora oltre un milione di euro al giorno». A Roma c'è stato un tavolo, al ministero dello Sviluppo economico, tra Conad, le organizzazioni sindacali, il sottosegretario Alessandra Todde e il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial, dopo l’interruzione del tavolo di confronto in sede aziendale alla fine di settembre. I rappresentanti di Conad hanno presentato l’aggiornamento del piano industriale a tre mesi dal completamento dell’acquisizione della rete di Auchan Retail Italia.

La crisi

«Lo stato è di grave crisi - scrive Conad - negli ultimi 3 anni le perdite sono state di oltre 800 milioni, dovute a: calo delle vendite, disaffezione crescente della clientela, mancanza di investimenti, presenza di punti vendita di grandi dimensioni con costi insostenibili, costo del lavoro e affitti degli immobili molto al di sopra delle medie di sostenibilità del settore, scelte manageriali inadatte alle caratteristiche del mercato italiano. Nel 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente». (Foto: lo sciopero del 30 ottobre a Mestre).

Il modello

Il piano, spiega Conad, è stato elaborato in brevissimo tempo e ancora deve accogliere le possibili determinazioni della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Ma «offre all’azienda la reale possibilità di invertire la rotta e tornare a crescere, offrendo ai dipendenti continuità di lavoro, inserendoli in un modello operativo, quello Conad, che negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita costante».

La soluzione

«Servono interventi organizzativi e di business a carattere straordinario, efficaci e tempestivi - dice Conad - Il primo è quello di messa in sicurezza della rete, con l’integrazione di gran parte della rete Auchan (60%) nella rete commerciale Conad, e della rimanente parte della rete Auchan (40%) alle reti commerciali di altri operatori del settore - in gergo sindacale: spezzatino -. Il tutto da realizzare entro la metà del 2020. Completa il piano la riduzione delle superfici, in linea con il modello e gli standard di Conad». In questa ottica potrebbe bastare un solo piano di Auchan Mestre, anziché i due attuali. Per la messa in sicurezza e l’integrazione di Auchan in Conad sono previsti investimenti per circa 170 milioni di euro e il ricorso a soli strumenti ordinari di gestione di crisi aziendali. La prima tappa di integrazione, che si è chiusa a fine settembre, ha trasferito 109 punti vendita in Italia.

I posti di lavoro salvati e salvabili

«In questo modo Conad ha potuto dimezzare il possibile impatto della crisi aziendale sui dipendenti Auchan, che al momento dell’acquisizione erano 16.140, con rischio per 6.197 lavoratori. Una soluzione occupazionale stabile e garantita è stata trovata per 3.092 dipendenti, mettendo quindi in sicurezza il lavoro di 13.035 dipendenti». Il piano industriale prevede che siano avviate iniziative per offrire soluzioni occupazionali diverse a 3.105 dipendenti. Attraverso: ricollocazioni in Conad, ricollocazioni in altre reti commerciali, ricollocazioni in altri spazi degli ipermercati, ricollocazione dai fornitori, outplacement (ricollocazione professionale altrove). Il piano incentiva (economicamente) la mobilità (uscita dal lavoro), prevede misure di sostegno al reddito (cassa integrazione), flessibilità in cambio del posto di lavoro, imprenditorialità di ex dipendenti Auchan nel sistema Conad, avviamento alla professione di soci imprenditori. Conad si dice infine pronta a continuare il confronto in sede aziendale per «proseguire la strada del risanamento per la salvaguardia dell’impresa e delle persone che ci lavorano». (Nel video Alessio Di Labio, segretario nazionale Filcams Cgil, all'uscita dall'incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico, oggi 30 ottobre).

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