"Siluro" degli ex dirigenti comunali, Brugnaro: "Alla base motivi politici, noi la discontinuità"

Il sindaco rispedisce al mittente la lettera critica di 8 ex amministratori di Ca' Farsetti: "Ingerenze e poca autonomia? Prima qui c'era chi rispondeva in primis alle tessere di partito"

"La lettera degli ex dirigenti comunali? Forse disturba il fatto che la città stia ripartendo". Il sindaco Luigi Brugnaro giovedì a margine della conferenza stampa di presentazione di "Tintoretto 500", la mostra che unirà con un ponte immaginario i mondi culturali veneziani e statunitensi, non si scompone più di tanto dopo che sette ex dirigenti di Ca' Farsetti, oltre che l'ex direttore dell'Ufficio stampa, Enzo Bon, hanno inviato ai giornali una missiva rivolta alla città in cui si punta il dito contro l'atmosfera che si respirerebbe a Ca' Farsetti, in cui si renderebbe necessaria "l'assoluta fedeltà all'amministratore di turno in Comune, che si deve esprimere attraverso l'acritica esecuzione di ordini impartiti senza alcun preventivo coinvolgimento". Si concentra l'attenzione sulla "grave situazione che tende a condizionare, se non ad obbligare, le scelte della dirigenza, in contrasto con la separazione che il legislatore ha posto tra direzione politica e conduzione amministrativa" (DETTAGLI)

"Lettera dettata da questioni politiche"

Secondo il primo cittadino queste sarebbero parole dettate da una questione più politica che altro: "C'erano dirigenti che qui ragionavano con le tessere di partito - afferma - Io faccio il mio e i numeri sono numeri. Stiamo risanando il bilancio diminuendo il debito degli ultimi 20 anni. I cittadini forse iniziano a percepire il cambio di passo. Capisco quindi le ragioni di questa lettera. Che ci sia discontinuità rispetto al passato - conclude - lo considero un punto di merito. Stiamo lavorando in maniera diversa e i risultati si vedono". 

Articolo 1: "La lettera coglie nel segno"

Di tutt'altro avviso il portavoce di Articolo Uno-Mdp metropolitano, Gianluca Trabucco: "Va dritta al punto la presa di posizione degli otto ex dirigenti del Comune, che colgono il punto di verità della concezione che il sindaco Brugnaro ha del ruolo dell’amministratore - dichiara in una nota - una concezione padronale che nulla ha dell’efficienza e dell’efficacia di un’impronta aziendale, e che dequalifica e svilisce il personale dipendente. Un’impostazione che va rigettata, e che sta compromettendo la capacità del nostro Comune di erogare quei servizi per cui era riconosciuto. La scelta miope e tutta politica di ridimensionare le Municipalità, la cecità della mancata stabilizzazione del personale precario, che pure era possibile, si aggiungono a tanti altri episodi che in questa prima metà del mandato hanno caratterizzato l’operato del sindaco. Continuare a confondere i ruoli, ha come conseguenza il fatto che ingerendo nella gestione e amministrazione - conclude Trabucco - il sindaco e la sua giunta non riescono e non sanno esercitare il compito di indirizzo e verifica che la legge gli assegna, in un pericoloso cortocircuito che pagheranno i lavoratori dipendenti e gli utenti dei servizi".

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Daniele Giordano, segretario Fp Cgil

Sulla vicenda giovedì pomeriggio è intervenuto anche il segretario della Fp Cgil di Venezia, Daniele Giordano: "Ciò che chiedono gli ex dirigenti è una discussione vera, lineare e trasparente in un Comune che guardi anche alla legalit e al rispetto della regole - afferma - Servono dirigenti con la schiena dritta che guardino il sindaco e che dicano quello che si può o non si può fare. Un esempio sono state le idee vincenti, che sono state ritenute illegittime. Forse dei dirigenti con la capacità di dimostrare coerenza e attaccamento alla legge avrebbero dovuto consigliare al primo cittadino di non operare in quel modo. Invece la scelta è stata di prestarsi a quella pratica, che si è rivelata illegittima. I dirigenti dovrebbero essere coerenti con il loro mandato di dipendenti pubblici (e non della giunta di turno)".

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