"Non lasciateci soli": i lavoratori di Eni scrivono a Zaia e Brugnaro

I sindacati chiedono un incontro urgente sul futuro del Petrolchimico di Porto Marghera: "Finora nessun appoggio da parte delle istituzioni"

Situazione drammatica, eppure ancora nessun politico o parlamentare ha ancora concretamente dichiarato il proprio appoggio ai lavoratori: è quanto denunciano le organizzazioni sindacali, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, dopo aver "constatato con rammarico l'assenza della politica veneta e veneziana, oltre ai rappresentanti della Regione Veneto e del Comune di Venezia, all'assemblea nazionale del gruppo Eni tenutasi il 5 dicembre". "A parte il telegramma fattoci pervenire dall'assessore Elena Donazzan - specificano - abbiamo il dubbio che a questa politica non interessi il destino dei lavoratori della Raffineria e del Cracking locale".

È proprio su questo che verte la lettera indirizzata al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: "Vi ribadiamo tutta la preoccupazione - si legge - relativa ai reiterati annunci e alle continue modifiche dei piani industriali di Eni, in particolare per quel che riguarda il settore della chimica e della raffinazione. Siamo preoccupati sulla cessione del 70% delle quote della società chimica di proprietà, Versalis, a un fantomatico fondo internazionale che sembra orientato ad investire sulla chimica tradizionale, con il rischio concreto che saltino gli investimenti sulla chimica verde concordati al MiSE il 14 novembre 2014. Come ci preoccupa l'ennesimo annuncio dell'ulteriore rinvio, al 2020, del secondo step per la riconversione della Raffineria di Venezia".

"Serve il massimo sforzo per pretendere e garantire il rispetto di questi accordi - è la richiesta - Pertanto siamo a chiedervi, in qualità di massimi rappresentanti della Regione Veneto e del Comune di Venezia, di stare al fianco dei lavoratori alla difesa dell’occupazione del nostro territorio che sta perdendo ogni giorno posti di lavoro e senza alcuna prospettiva per il futuro". Anche perché, secondo i sindacati, le intese raggiunte ai tavoli governativi sul Cracking e la Raffineria di Porto Marghera sono la base su cui costruire il futuro della chimica e dell’industria in Italia.

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"È proprio per questo - si legge al termine della missiva - che vi chiediamo di essere incisivi nel garantire il saldo mantenimento della chimica e della raffinazione in mani italiane, con l'Eni che deve continuare a detenere le quote di maggioranza. Chiediamo nuovamente e al più presto un incontro urgente con tutti voi per sollecitare un tavolo governativo alla presidenza del Consiglio, per impedire la dismissione della chimica e della raffinazione".

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