I sindacati a Gentiloni-Descalzi: "Chimica verde, servono segnali concreti e passi avanti"

Una lettera indirizzata al primo ministro e all'amministratore delegato di Eni, quella scritta dai sindacati. Chiesta chiarezza sul cracking e sul futuro delle grandi navi

Una lettera congiunta della Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil: è quella consegnata martedì mattina dalle rappresentanze sindacali al primo ministro Paolo Gentiloni e all'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in occasione della loro visita alla Bioraffineria Eni di Porto Marghera. Una lettera che racchiude le richieste dei sindacati su due punti fondamentali e cruciali per il futuro del lavoro in laguna: la riconversione green del cracking e il futuro delle grandi navi.

Le incognite che rischiano di "vanificare gli sforzi"

"La vostra presenza qui oggi conferma che il futuro della chimica e dell'industria è l'ecosostenibilità attraverso tecnologie che favoriscano lo sviluppo dell'economia circolare - si legge nella lettera destinata a premier e ad - Una visita anche dal forte valore simbolico che avvienene l'anno del centenario di Porto Marghera. Il riconoscimento di Venezia quale area di crisi complessa e l'accordo di programma che probabilmente ne scaturirà, rappresentano una straordinaria opportunità per la riqualificazione e il rilancio industriale di quest'area strategica per il paese. Ma ci sono due incognite che rischiano di vanificare gli sforzi che congiuntamente alle istituzioni locali stiamo compiendo per ridare un futuro industriale a questo territorio".

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Riconversione green del cracking Eni Versalis

Prima incognita, la riconversione green del cracking di Eni Versalis. Risale al 12 novembre 2014 l'accordo sottoscritto da sindacati al Mise che prevedeva investimenti per 200 milioni di euro per la costruzione di una "Piattaforma tecnologica di chimica verde" nelle aree adiacenti il cracking. "Da allora nessun segnale concreto - sottolineano i sindacati - Del futuro di questa realtà nessuno ne parla più. Chiediamo un reale impegno da parte di Eni, con il rispetto degli accordi sottoscritti in sede ministeriale, operando in linea con quanto fatto nella riconversione della raffineria. Porto Marghera è un sito di interesse nazionale e a tal proposito vanno evitate speculazioni da parte di chi, quelle aree, le vuole utilizzare per altri scopi ad un costo basso su terreni che devono essere bonificati".

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"Grandi navi fuori da San Marco"

Il secondo punto critico è rappresentato dalle grandi navi e dalla "necessità di non farle più transitare davanti il bacino di San Marco, come prevede il decreto Clini/Passera di qualche anno fa. A tal proposito sono state fatte tutta una serie di ipotesi, alcune delle quali risultano incompatibili con i traffici commerciali e con l'industria. Venezia è un comune enorme e in esso si possono trovare tutte le soluzioni utili a favorire lo sviluppo di tutti i settori, evitando così che si ostacolino tra loro. All'Eni e a Lei, dottor Descalzi, chiediamo pertanto chiarezza e il rispetto degli accordi. A Lei, presidente Gentiloni, chiediamo invece forte sostegno e soluzioni in grado di rilanciare l'industria e gli investimenti a Porto Marghera proprio a partire dall'anno del suo centenario".

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