Rissa tra migranti nella palazzina, spunta un coltello da cucina: due feriti

È successo nella tarda serata di ieri a Portogruaro. I militari dell'Arma hanno messo le manette ai polsi al terzetto, dopo aver placato, non senza fatica, gli animi

Una rissa scaturita per un motivo banalissimo e che avrebbe potuto assumere contorni ben peggiori. Nella tarda serata di ieri i carabinieri di Portogruaro sono intervenuti all'interno di una palazzina nella quale sono ospitati diversi richiedenti asilo per sedare una lite furibonda, nel corso della quale almeno due persone hanno riportato delle ferite provocate da un coltello da cucina. Sono tre i migranti finiti in manette al termine degli accertamenti del caso: B.M., guineano di 24 anni, il suo coetano S.A., originario del Senegal, e il 27enne S.R., cittadino del Burkina Faso.

La dinamica della rissa

A lanciare l'allarme al 112 sono stati i responsabili della cooperativa che si occupa della gestione dei migranti. Quando sono giunti sul posto, i militari dell'Arma hanno dovuto sudare le sette proverbiali camicie per sanare la rissa e riportare la situazione ad una parvenza di normalità. I tre giovani avrebbero cominciato a litigare a causa di una piastra da cucina: nello specifico l'utilizzo contemporaneo di alcuni dispositivi elettronici avrebbe causato un black out nel condominio, impedendo l'utilizzo dell'elettrodomestico e, conseguentemente, la preparazione della cena. Tra uno scambio di accuse reciproco e offese, i contendenti hanno cominciato a spintonarsi, fino a darsele di santa ragione.

In manette

Ad un certo punto, il guineano si sarebbe armato di un coltello da cucina, colpendo uno dei compagni ad una coscia e causando all'altro alcune ferite di arma da taglio alle mani. Fortunatamente tagli superficiali, per i quali sono state refertati rispettivamente 15 e 5 giorni di prognosi dai medici del pronto soccorso di Portogruaro. Dopo aver effettuato gli opportuni accertamenti al comando della compagnia, i carabinieri hanno arrestato per rissa aggravata il terzetto. A B.M. è stato anche contestato il reato di lesione personale aggravata, ragion per cui è stato condotto in carcere a Pordenone. Per gli altri due, invece, sono stati disposti i domiciliari.

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