Crescono contagiati e ricoveri | DIRETTA

Quasi 2000 le persone che hanno contratto il virus in Veneto. Alle 17 di sabato 14 marzo ci sono 113 persone ricoverate in provincia di Venezia. Gli aggiornamenti in tempo reale

Sono arrivati a 1994 (sabato sera) i contagi da Covid-19 in Veneto, 57 più di stamattina. Il dato è riferito all'ultimo bollettino emesso da Azienda Zero, alle ore 17 di sabato 14 marzo. Solo nella provincia di Venezia sono 296 gli infetti (+14 rispetto a sabato mattina), 538 a Padova (+9) cui si aggiungono gli 82 di Vo', 392 a Treviso (+16), 281 a Verona (+6), 220 a Vicenza (+56). Sono infine 78 a Belluno e 27 a Rovigo. Altri ancora, registrati in Veneto, sono domiciliati fuori regione. Le persone ricoverate negli ospedali della provincia di Venezia sono in totale 113: 79 in area non critica e 34 in terapia intensiva. All'ospedale Civile di Venezia sono ora ricoverate 13 persone, all'Angelo di Mestre sono 44. Altre 23 si trovano a Mirano. I numeri stanno aumentando piuttosto velocemente e probabilmente sarà così anche nei prossimi giorni. È sempre utile ricordare che il modo migliore per arginare i nuovi contagi è che ognuno di noi limiti al massimo gli spostamenti e i contatti con altre persone.

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  • Aggiornamento delle ore 17: i ricoverati in provincia di Venezia sono in totale 113, tra pazienti in area non critica e in terapia intensiva. Oggi, nel Veneziano, non si registrano decessi
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  • Verso le 12.30 l'aggiornamento quotidiano del governatore Zaia: «In questo momento siamo preoccupati: i cittadini devono impegnarsi, per ora la situazione con i posti letto è gestibile, ma più aumentano gli accessi più siamo costretti a comprimere l'attività ordinaria. Al momento raggiungiamo una disponibilità di 800 posti in terapia intensiva nel Veneto. Se rallentiamo la diffusione, abbiamo modo di dare respiro ai reparti».
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GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DI IERI

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Il dato a cui fare attenzione è quello dell'importante aumento dei ricoveri nell'ultima settimana, un dato che salirà ancora nei prossimi giorni. Sono numeri preoccupanti perché i pazienti ricoverati richiedono cure particolari e prolungate, l'impiego di spazi e strumentazione specialistica, grandi sforzi da parte del personale ospedaliero già sovraccarico di lavoro. La Regione sta lavorando per creare nuovi posti letto, che sono limitati, e soprattutto per acquisire la strumentazione specialistica necessaria, che scarseggia. È necessario, per limitare il più possibile la diffusione del virus e quindi i ricoveri, che tutti rispettino la regola di uscire di casa solo per lo stretto indispensabile, evitando di entrare a contatto con altre persone.

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Ospedali in difficoltà

Con il passare dei giorni è cambiato il rapporto tra il numero dei ricoverati in terapia intensiva e quello dei pazienti in area non critica. Nei primi giorni quasi tutte le persone colpite dal virus erano già gravemente malate per patologie pregresse e per tutte loro è stato necessario ricorrere alla terapia intensiva. In queste ore, invece, si vede "il volto reale" dell'epidemia, con una grande quantità di persone inizialmente sane che vengono infettate e sviluppano sintomi simili a quelli di una grave influenza. Questi pazienti vengono curati nelle aree "non critiche": molti guariscono, grazie alle cure e al naturale decorso della malattia, ma ci vogliono diversi giorni. Altri, invece, possono peggiorare.

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