Coronavirus, oltre 2500 casi in Veneto | DIRETTA

Nei nostri ospedali sono ricoverate 144 persone, 38 delle quali in terapia intensiva. Oggi si registrano 4 decessi, tra cui l'ex procuratore Pavone

Foto Ansa

Sale a 2541 il numero di veneti che hanno contratto il coronavirus. Il dato è riferito all'ultimo bollettino emesso da Azienda Zero nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 16 marzo. Nella sola provincia di Venezia si contano 359 casi, una trentina in più rispetto a ieri. Guardando alle altre province, Padova conta 466 infetti, escluso Vo' (82); Treviso 466; Verona 438; Vicenza 292; Belluno 106 e Rovigo 28.

Ricoveri

Negli ospedali veneziani si contano in tutto 144 persone ricoverate, di cui 38 in terapia intensiva. L'ospedale Civile di Venezia ne ospita 16, l'Angelo di Mestre 52, quello di Mirano 24. A Dolo sono ricoverati 28 pazienti, 23 a Jesolo e uno a Chioggia. Nella giornata di oggi, in provincia di Venezia sono morti quattro pazienti che erano positivi a coronavirus: due all'ospedale di Jesolo, uno a Venezia e uno a Mestre. Quest'ultimo è Francesco Saverio Pavone, ex magistrato che si occupò delle inchieste sulla Mala del Brenta. Da notare, infine, che il bambino di due anni portato ieri all'Angelo con sintomi lievi è già stato dimesso nella giornata di oggi.

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  • Quasi 2500 persone contagiate in Veneto

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APPROFONDIMENTI

In generale, il dato a cui fare attenzione è quello dell'importante aumento dei ricoveri nell'ultima settimana, un dato che salirà ancora nei prossimi giorni. Sono numeri preoccupanti perché i pazienti ricoverati richiedono cure particolari e prolungate, l'impiego di spazi e strumentazione specialistica, grandi sforzi da parte del personale ospedaliero già sovraccarico di lavoro. La Regione sta lavorando per creare nuovi posti letto, che sono limitati, e soprattutto per acquisire la strumentazione specialistica necessaria, che scarseggia. È necessario, per limitare il più possibile la diffusione del virus e quindi i ricoveri, che tutti rispettino la regola di uscire di casa solo per lo stretto indispensabile, evitando di entrare a contatto con altre persone.

Ospedali in difficoltà

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Con il passare dei giorni è cambiato il rapporto tra il numero dei ricoverati in terapia intensiva e quello dei pazienti in area non critica. Nei primi giorni quasi tutte le persone colpite dal virus erano già gravemente malate per patologie pregresse e per tutte loro è stato necessario ricorrere alla terapia intensiva. In queste ore, invece, si vede "il volto reale" dell'epidemia, con una grande quantità di persone inizialmente sane che vengono infettate e sviluppano sintomi simili a quelli di una grave influenza. Questi pazienti vengono curati nelle aree "non critiche": molti guariscono, grazie alle cure e al naturale decorso della malattia, ma ci vogliono diversi giorni. Altri, invece, possono peggiorare.

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