Contro il decreto sicurezza: la manifestazione in campo San Maurizio

Centinaia di persone si sono radunate martedì pomeriggio con bandiere e cartelli. Messaggi di accoglienza e proteste contro il sindaco Brugnaro

Il presidio

Gli interventi dei rappresentanti delle associazioni si sono alternati alle testimonianze di alcuni migranti. Slogan, canti e un messaggio che fa da filo conduttore: Venezia è una città aperta e ospitale. Per questo cittadini e attivisti si sono incontrati nel pomeriggio di martedì in campo San Maurizio, all'esterno della sede della prefettura. «Vogliamo far vedere che ci siamo e che contestiamo questo modo di governare - spiegano -. Contestiamo il "decreto sicurezza", che crea nuovi irregolari e complica l'accesso ai servizi, facendo ricadere gli effetti negativi sugli enti locali. E manifestiamo vicinanza ai migranti che si trovano a bordo delle navi bloccate in mare».

Diritti negati

Presenti tante associazioni veneziane, che si sono riunite nella "rete 3 ottobre". Il dissenso viene espresso anche contro la posizione del sindaco Luigi Brugnaro, il quale è tra i firmatari di una lettera che condanna i "sindaci disobbedienti" che hanno annunciato l'intenzione di non applicare parte del decreto. Il Pd ne riassume le criticità: «Migliaia di cittadini stranieri, che vivono e lavorano regolarmente in Italia da anni, rischiano di essere privati dei loro diritti fondamentali, primo fra tutti quello alla salute. Così aumenta il numero degli irregolari e l’allarme sociale intorno al tema dell’immigrazione».

Critiche al sindaco

Molti gli interventi al megafono, tra cui quello del deputato Nicola Pellicani il quale ha tirato in ballo proprio Brugnaro: «Ha dato il suo appoggio al decreto e deve spiegare come intende affrontare la situazione - ha detto - cosa intende fare per quelle persone che avevano dei documenti, dei diritti, e a cui sono stati tolti». Parlando alla "Dire", gli fa eco la capogruppo dem in Consiglio comunale Monica Sambo, che definisce «grave che Brugnaro sia stato il primo a firmare» il documento a sostegno del decreto, visto che «Venezia è una città portuale ed aperta». Attorno alle 17.30 una delegazione è stata ricevuta in prefettura, dove ha incontrato la capo di gabinetto, Laura Maria Motolese.

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