"Siamo tutti greci", i no global manifestano davanti al consolato

Lo striscione davanti alla rappresentanza tedesca annuncia manifestazioni a Francoforte: "Solo un assaggio, ci vediamo sulle barricate". Volano uova

La vetrata dell'ambasciata danneggiata

Una forma di pressione "condivisa" in numerose città italiane sulle sedi di rappresentanza tedesche, nel giorno in cui l'Europa discute sul futuro del debito greco (e di conseguenza sul futuro economico di gran parte del Vecchio Continente). Per questo motivo dalle 9.30 di mattina un centinaio di manifestanti si è radunato a Santa Croce di fronte a palazzo Condulmer, non nuovo a manifestazioni di questo tipo. Nei mesi scorsi ci fu il tentativo di essere ricevuti dai dirigenti della rappresentanza tedesca, con alcune scaramucce con le forze dell'ordine schierate a presidio del palazzo. Si protestava contro l'arresto di alcuni attivisti durante un corteo.

Ora gli slogan sono eloquenti: "Siamo tutti greci, ci vediamo sulle barricate", "No alla BCE, no all'austerità": e uno striscione srotolato davanti all'ingresso del consolato tedesco, che annuncia una manifestazione europea a Francoforte per il 18 marzo, in occasione dell'inaugurazione della nuova Eurotower. I centri sociali veneziani naturalmente guardano con favore l'elezione a capo del governo ellenico di Alexis Tsipras, alfiere delle politiche "anti Troika", che ha già annunciato la volontà di rinegoziare il piano di rientro del debito greco con Bruxelles. Un braccio di ferro che mercoledì mattina ha interessato anche Venezia.

I manifestanti, dopo aver attraversato il ponte di fronte al consolato tedesco, si sono ritrovati di fronte ad uno schieramento delle forze dell'ordine in assetto antisommossa. Al megafono hanno spiegato le loro ragioni: "Siamo qui per dare la nostra solidarietà al popolo greco, che si oppone alla dittatura finanziaria di una classe dirigente con le mani sporche di sangue". E definiscono "ricatto" l'ingerenza del governo tedesco nella politica e nell'economia degli altri Stati dell'Unione Europea, Italia compresa: "Non accettiamo rappresaglie da chi non è stato democraticamente eletto, siamo costretti a pagare per salvare le banche".

Non sono mancati i danni: dall'altra parte del canale alcuni no-global, uova alla mano, hanno cominciato a "bombardare" il palazzo, finendo per colpire una finestra al secondo piano che è andata in frantumi. Sono anche stati lanciati alcuni fumogeni, conditi da cori contro il capitalismo: nessun contatto, però, tra la polizia e i manifestanti.

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