In migliaia al corteo contro le grandi navi a Venezia VIDEO

I manifestanti sono partiti dalle Zattere e più tardi, nonostante il divieto, una parte di loro ha raggiunto piazza San Marco. Forze dell'ordine schierate, tanti cori e bandiere ma niente disordini

Migliaia di persone si sono radunate in corteo sabato pomeriggio per manifestare contro le grandi navi a Venezia. La protesta è partita dalle Zattere e il percorso originariamente prevedeva il passaggio sul ponte dell'Accademia e poi in campo Santo Stefano, con conclusione in campo Sant'Angelo. Gli organizzatori, il comitato No Grandi Navi, avevano chiesto nei giorni scorsi di poter andare in piazza San Marco ma la prefettura aveva negato l'accesso. Ciononostante, alla fine il corteo ha deviato ed è riuscito in qualche modo ad arrivarci. Tantissimi, tra associazioni, comitati e cittadini, si sono riuniti al grido di «Fuori le navi dalla laguna», pochi giorni dopo l'incidente della Msc Opera a San Basilio.

"Scontro" sull'accesso a San Marco

Come detto, i manifestanti hanno insistito per arrivare a San Marco, nonostante la presenza di forze dell'ordine. «Questo divieto è non solo insensato, quasi offensivo - spiega Tommaso Cacciari, leader della protesta -. La lettera del prefetto suona quasi come una presa in giro. Le Zattere non sono mai state così piene. Queste navi vanno fermate subito e noi vogliamo manifestare nel cuore della nostra città». Intorno alle 18 il corteo ha effettivamente raggiunto l'area marciana, trovandosi davanti un cordone di polizia. «Vergogna», hanno urlato i manifestanti. È stato comunque un successo per i partecipanti, che volevano impossessarsi della "loro" piazza da cittadini, scalzando per un giorno la valanga di turisti (per lo più incuriositi dalla scena). Vietata la sosta davanti alla Basilica, il corteo si è dovuto accontentare dello spazio tra le colonne di Marco e Todaro e il bacino di San Marco.

Il prefetto Vittorio Zappalorto tiene a puntualizzare che ai manifestanti non è stato concesso il 'salotto buono' della città Piazza San Marco ma una piccola porzione, anche se «a manifestazione finita alcuni esponenti dei centri sociali che non riconoscono l'autorità costituita sono andati davanti alla Basilica, si sono fatti dei selfie che ora girano sui social e con quelli cantano vittoria. Quello che conta - conclude - è che tutto si sia svolto per il meglio, la legalità è stata rispettata così come la città».

Navi a Venezia

«Questi giganti devono uscire dalla laguna - dice Gianfranco Bettin, presidente della municipalità di Marghera e presente al corteo -. Sono incompatibili con l'equilibrio dell'ecosistema, oltre che pericolosi per la città. Su queste cose bisogna discutere di centimetri, di emissioni, dell'impatto sulle maree. Se qualche anno fa fossero stati fatti dei progetti si sarebbero potuti studiare uno a uno. Adesso dobbiamo mettere i vincoli che impediscano che queste navi continuino a mettere in pericolo la città, le persone e l'ecosistema lagunare».

La manifestazione è nata a seguito dell'incidente di domenica scorsa, quando la Msc Opera ha travolto un battello fluviale lungo il Canale della Giudecca. La procura ha aperto un'inchiesta e proprio venerdì sono stati conferiti gli incarichi per eseguire una perizia tecnica che accerti le cause dell'incidente.

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