Manifestazione per la sicurezza sul lavoro: «La Regione ha promesso 9 milioni e 30 tecnici»

Volantinaggio e mobilitazione Spisal giovedì mattina all'ospedale dell'Angelo. Fp Cgil: «Basta morti sul lavoro, l'Ulss3 è immobile. L'organico a disposizione non garantisce la prevenzione»

Foto: manifestazione personale Spisal all'Angelo

Hanno manifestato e fatto volantinaggio davanti all'ingresso principale dell'ospedale dell'Angelo. Una ventina tra tecnici e dipendenti Spisal, il dipartimento di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro. «Sono passati mesi, era luglio, dal piano strategico 2018-2020 regionale - scrive la Funzione Pubblica Cgil Venezia -. Firmato dal presidente Zaia, l'Ispettorato del lavoro, l'Inail, i vigili del fuoco, l'Ance, l'Anci e l'Upi, i sindacati (Cgil, Cisl e Uil), e le associazioni datoriali e centrali della cooperazione. Un programma da 9 milioni di euro per nuovi 30 tecnici Spisal. Siamo in attesa».

Carenza d'organico

«Una battaglia centrata sulla carenza di ispettori nel Veneziano. Siamo a quota 13. In un territorio che ne richiederebbe almeno 20, vista la grandezza. Penso a Chioggia, a Lido, a Jesolo, San Donà, Portogruaro. Con questi tecnici - spiega Marco Busato Fp Cgil - non si può garantire prevenzione, tutela e sicurezza della salute e del benessere nei luoghi di lavoro. Così si vanifica l'operato di un organismo da cui dipende la vita delle persone. Uno strumento a garanzia dell'incolumità di chi manda avanti l'economia del paese ogni giorno. Primo fattore a cui un Paese civile guarda per darsi una risposta sul numero degli incidenti e delle morti bianche».

Record di incidenti mortali

Quindici i decessi sul lavoro nei primi 8 mesi del 2018. Il Veneziano seconda provincia più colpita del Veneto. «Numeri che traducono un dramma che si consuma quotidianamente nel nostro Paese - scrive Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega -. Ma quando i numeri crescono in modo tanto significativo, come è accaduto quest’anno in Veneto, allora il dramma prende forme e contenuti davvero inquietanti che devono necessariamente far riflettere innanzitutto i datori di lavoro, i medici competenti, i consulenti e i responsabili della sicurezza in azienda». Le vittime registrate in Veneto nei primi otto mesi del 2018 (82) sono aumentate rispetto al 2017, quando gli infortuni mortali furono 62.

Reperibilità

La protesta Spisal ha avuto anche un altro bersaglio, spiega Busato. «L'Ulss3 sta disapplicando le quote di reperibilità, stabilite dal contratto nazionale dei tecnici. Si sfora continuamente il limite. Per questo abbiamo una vertenza aperta con Ulss3, che a nostro avviso non applica il Ccnl. Tutte queste ragioni, carenza d'organico e mancato rispetto delle norme, ci hanno spinto a manifestare. Ma stiamo pensando di andare oltre, probabilmente verso lo sciopero, se non otteremo risposte e fatti».

La replica dell'Ulss 3

Non è mancata la replica di Ulss 3: «Tutt’altro che immobile, l’azienda sanitaria ribadisce di aver compiuto ogni adempimento necessario per il potenziamento degli organici, potenziamento già previsto nel piano triennale. Puntiamo a conseguire una efficacia ancora migliore - sottolinea il direttore Teresio Marchì - e una migliore organizzazione del servizio, che comunque si svolge già attualmente secondo gli standard richiesti dalla Regione, sia per quanto riguarda il lavoro ispettivo sia per quanto riguarda l’attività di prevenzione sul rischio infortunistico. Costituisce una forzatura collegare il numero degli infortuni mortali con l’attività di controllo e di prevenzione; se si intende valutare questo dato, però, va detto che l’ultimo report del servizio epidemiologico regionale evidenzia come nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima gli infortuni mortali avvenuti effettivamente per dinamiche relative al lavoro sono stati 4, nei primi 11 mesi del 2018».

Il piano strategico e le assunzioni

Le parole d'ordine del documento che riunì a palazzo Balbi, l'estate scorsa, rappresentanti di associazioni, istituzioni e parti sociali, sono state: controlli, comunicazione e formazione. «Questo sarà il nostro businessplan per la sicurezza sul lavoro – disse il presidente della Regione Luca Zaia –. Ancora una volta il Veneto fa squadra e si candida a laboratorio nazionale: grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, e in particolare dei sindacati, che per primi hanno posto l’urgenza della problematica, puntiamo a tenere accesi i riflettori sul tema della salute e della sicurezza. Un piano strategico – spiegò Zaia - indica chi fa che cosa. Prevede varie aree di intervento, nelle quali sviluppare azioni a breve e medio periodo, in collaborazione con tutti gli enti e le categorie, finanziato con 9,5 milioni di euro proventi delle sanzioni comminate alle imprese nel quadriennio 2013-2016. L’Azienda Zero provvederà entro il 2018 a bandire un concorso unico regionale per 30 tecnici della prevenzione per rafforzare gli Spisal delle nove Ulss territoriali del Veneto, che attualmente contano 260 dipendenti in organico. Obiettivo è la definizione dell'organico del sistema dei servizi di prevenzione e vigilanza, e il finanziamento dei corsi universitari per la formazione di medici del lavoro e altre figure professionali della prevenzione».

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