Cento barche "intasano" il Bacino: la protesta del trasporto merci in laguna

Nel mirino delle organizzazioni di categoria la mancanza di rive attrezzate per lo scarico delle merci, la mancanza di dialogo con il Comune e una tassa annua chiesta da Ca' Farsetti

La protesta in Bacino

Oltre un centinaio di imbarcazioni da lavoro, dalle più piccole per il trasporto di alimenti a quelle più 'pesanti' con tanto di gru per l'edilizia, si sono schierate in laguna a Venezia per protestare contro la politica comunale che penalizzerebbe il settore. Le imbarcazioni che ogni giorno garantiscono il 'collegamento merci' del centro storico con il resto del mondo, con a bordo addetti e titolari delle aziende, si sono date appuntamento nel tratto d'acqua tra la Punta della Dogana ed il Canale della Giudecca.

Una manifestazione pacifica con striscioni e slogan contro il carico fiscale che il comune vuole far pagare, ma anche per richiamare l'attenzione su quella che è stata definita "la cronica carenza di spazi e servizi" per rendere possibile il lavoro di centinaia di imbarcazioni da trasporto merci che ogni giorno si muovono lungo il Canal Grande e i canali secondari. A denunciare quello che è stato indicato come "un dialogo impossibile con l'amministrazione comunale" iscritti a tutte le maggiori sigle sindacali di categoria, come Confcommercio Ascom, Confartigianato, Cna, Ance, ApiIndustria e Legacoop.

Tra i problemi sul tappeto, sul piano 'operativo' la scarsità nei canali di rive destinate al carico e scarico delle merci. Una questione aggravata dal fatto che i pochi spazi disponibili sarebbero di fatto resi inaccessibili - hanno detto gli organizzatori della manifestazione acquea - perché sono utilizzati in modo caotico e farraginoso anche da altre categorie. Sul banco della protesta poi la tassazione annua che il Comune vuol far pagare per le barche da lavoro in sosta per motivi professionali. Tra le 'voci' sotto accusa - è stato sottolineato - anche le sanzioni previste per il presunto abbandono dei natanti da parte del personale; abbandono però legato solo al fatto che l'addetto scende per consegnare, nel breve tempo tecnico, la merce a negozi e botteghe.

A tutto ciò si aggiunge il divieto di transito per le imbarcazioni in ferro nella zona a traffico limitato, che, secondo gli addetti al trasporto, non permetterebbe di lavorare praticamente in tutto il centro storico. (Ansa)

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