La marcia per il clima a Mestre

Oggi il secondo "sciopero globale" dei fridays for future: centinaia di studenti con striscioni e cartelli tra le strade della città

È il secondo appuntamento globale di "fridays for future", con studenti radunati in tutto il mondo per chiedere ai governi misure drastiche a favore dell'ambiente. A Mestre sono partiti verso le 8.30 da piazzale Cialdini, con striscioni, cartelli e indumenti verdi. Hanno percorso le strade della città e bloccato a tratti il traffico: «Conosciamo i responsabili della crisi climatica - dicono - e faremo tutto quello che possiamo per costringere colpevoli e istituzioni ad agire di conseguenza e a invertire la rotta».

Manifestazione a Mestre

La marcia si snoda lungo le vie principali: corso del Popolo, stazione ferroviaria e poi via Piave. All'altezza dell'incrocio tra corso del Popolo e via Rampa Cavalcavia gli studenti si sono seduti a terra, accompagnati dal suono di una sirena che crea una sorta di atmosfera apocalittica. L'azienda di trasporto pubblico Actv ha avvertito gli utenti della possibilità di ritardi e deviazioni degli autobus lungo quelle direttive. Più tardi i manifestanti sono arrivati nel parco dell'ex ospedale Umberto I.

«Più verde in città»

Il movimento è nato per contrastare l'inquinamento e il surriscaldamento determinati dal sistema produttivo moderno. «Anche le amministrazioni locali devono occuparsi della questione climatica - spiega il gruppo Fridays for future Venezia Mestre -. La nostra città ha bisogno di spazi verdi e pubblici, basta cementificazione. Oggi abbiamo bloccato il cavalcavia della Vempa, arteria fondamentale tra Mestre, Venezia e Marghera, come azione simbolica di sensibilizzazione». Le iniziative continuano con un'assemblea pubblica venerdì 31 maggio alle 16 in campo santa Margherita e con il "Climate camp" al Lido.

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L'adesione

 «Finalmente possiamo e dobbiamo superare la logica che contrapponeva ambiente e lavoro - dice Daniele Giordano della Funzione Pubblica Cgil - per dire che noi ci siamo e vogliamo essere dietro di loro a sostenerli in questo cambiamento. Il nostro compito come sindacato - conclude Giordano - è anche quello di portare i temi ambientali dentro alla contrattazione, nei luoghi di lavoro, nel rapporto con gli enti locali e tutte le pubbliche amministrazioni, affinché si mettano al centro scelte politiche e negoziali che rispondano realmente al cambiamento che i giovani stanno chiedendo».

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