Tragico incidente sul lavoro a bordo di una nave mercantile, muore un marinaio

Un 46enne di nazionalità russa deceduto sul colpo giovedì sera a Marghera: troppo gravi i trumi riportati in seguito a un forte impatto. Indagini della polizia di frontiera e dello Spisal

Una tragedia improvvisa avvenuta durante le operazioni di carico/scarico di una nave mercantile. Non c'è stato nulla da fare per un marinaio 46enne di nazionalità russa (S.V. le sue iniziali), morto in seguito a un forte impatto mentre era al lavoro a bordo di una portacontainer battente bandiera olandese ormeggiata al porto commerciale di Marghera. Il fatto nella tarda serata di giovedì in corrispondenza della banchina dei Molini, a pochi passi dalla sede dei Grandi Molini.

Indagini in corso sulla vicenda

L'allarme è stato lanciato verso le 23.30. Purtroppo era già troppo tardi: sul posto si sono precipitati i soccorsi del 118, ma il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. Trattandosi di un incidente sul lavoro, come da protocollo i rilievi spettano ai tecnici dello Spisal dell'Ulss 3. Si occupano delle indagini anche gli uomini della polizia di frontiera. Gli accertamenti sono in corso per fare piena luce sulla dinamica dell'incidente: il marinaio presenterebbe un importante trauma al capo, non è chiaro se a causa di una caduta dall'alto o in conseguenza allo schiacciamento da parte di un grosso peso che potrebbe essergli crollato addosso. Il caso ora è nelle mani dell'autorità giudiziaria. Secondo la questura la tragedia si sarebbe verificata a bordo di una nave ormeggiata al molo "A". In particolare, nelle fasi di scarico il portellone si sarebbe bloccato e, durante le manovre per cercare di disincastrarlo, un pezzo di ingranaggio del peso di 200 chili circa si sarebbe staccato colpendo lo sfortunato operaio. "L’autorità giudiziaria, gli investigatori e la polizia scientifica stanno analizzando qualsiasi elemento utile per risalire alle responsabilità del caso", si sottolinea in una nota.

LeU: "Carneficina"

"Ancora un morto sul lavoro. Ogni anno è una carneficina inaccettabile. Centinaia di persone muoiono perché nei posti di lavoro non si garantiscono adeguate condizioni di sicurezza e spesso non si rispettano le norme. La morte del lavoratore nel porto di Venezia impone allo Stato di potenziare gli strumenti di ispezione e di controllo affinché tali tragedie non si verifichino più. Basta lacrime di coccodrillo. Intervenire subito. Liberi e Uguali si stringe intorno alla famiglia del lavoratore scomparso". Lo scrive in una nota Giulio Marcon, candidato al Senato in Veneto per Liberi e Uguali.

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