Morte "sospetta" di un anziano, il magistrato apre un fascicolo per omicidio colposo

Due i medici indagati tra l'ospedale di San Donà e Portogruaro. Studio 3A: "Diagnosticata infezione urinaria, morte per setticemia". Disposta l'autopsia. Nessun commento dall'Ulss 4

Gli diagnosticano un'infezione urinaria, muore per sospetta setticemia. Il 27 febbraio i familiari di un ottantenne di San Stino di Livenza, Vittorio Ridolfo, hanno presentato un esposto alla locale stazione dei carabinieri chiedendo alla Procura di Pordenone di disporre gli opportuni accertamenti per verificare eventuali profili di responsabilità in capo ai medici - e alle strutture ospedaliere di pertinenza - che hanno preso in cura il loro caro, deceduto il 25 febbraio in circostanze tutte da chiarire, comprese l'acquisizione delle cartelle cliniche e l'effettuazione dell'esame autoptico da parte di un consulente tecnico d'ufficio incaricato ad hoc.

"Istanze che il pubblico Ministero, Pier Umberto Vallerin, ha ritenuto fondate - dichiara una nota di Studio 3A - aprendo un procedimento per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati un medico 32enne del pronto soccorso di San Donà e un 46enne, medico chirurgo al pronto soccorso del nosocomio di Portogruaro, disponendo l'autopsia che si svolgerà lunedì prossimo all'obitorio di Portogruaro". L'Ulss 4 non commenta, riservandosi un eventuale intervento solo dopo l'esame autoptico. Secondo Studio 3A, società di patrocinatori stragiudiziali, il 24 febbraio l'anziano, che era stato operato di bypass coronarico ma che godeva di buona salute, sarebbe tornato a casa dal supermercato con forti dolori addominali, crampi e nausea. Il figlio l'avrebbe prima accompagnato dal medico di famiglia, che gli avrebbe praticato un'iniezione di Plasil per placare i sintomi lamentati, e poi, persistendo i dolori, al pronto soccorso dell'ospedale di San Donà. Li gli sarebbe stata somministrata una flebo di Buscopan e gli sarebbe stato applicato un catetere per un'infezione urinaria. Alle 4 del mattino del 25 febbraio sarebbe stato quindi rimandato a casa.

"La situazione non è però migliorata, anzi, e così nella stessa giornata, nel primo pomeriggio, i familiari di Vittorio Ridolfo l'hanno riportato al pronto soccorso, stavolta dell'ospedale di Portogruaro dov'è presente il reparto di Urologia, essendo stato profilato un problema di natura urologica - continua Studio 3A - Giunto però dal pronto soccorso in Urologia, il medico di turno, dopo averlo visitato, non avrebbe condiviso in alcun modo la diagnosi dei colleghi e avrebbe rimandato l'anziano al pronto soccorso per effettuare ulteriori analisi ed esami. Accertamenti che avrebbero portato alla luce parecchie anomalie e una situazione di particolare gravità, riconducibili ad una probabile setticemia in corso, con valori elevati e preoccupanti. Ma non c'è stato neanche il tempo di sottoporre il paziente a una Tac per contrasto: Vittorio Ridolfo è deceduto prima dell'inizio dell'esame".

La notizia dell'improvvisa scomparsa di Vittorio Ridolfo ha destato profonda commozione in tutto il paese, dov'era molto conosciuto, specie nel mondo del calcio locale: l'anziano, infatti, era una colonna per la società de “La Salute” di Livenza, per la quale ha svolto per anni la mansione di custode degli impianti sportivi. “Caro Vittorio, sei stato una persona discreta, gentile e sempre pronto ad aiutare. Sei stato per i tuoi nipoti, in particolare Marco, un nonno speciale, per noi un grande tifoso ed un utile collaboratore. Lì, dove sei andato, saranno molto contenti di averti con loro perché le persone come te non si trovano sempre. Noi, qui in campo, penseremo a te che ci guardi da lassù. Buon viaggio Vittorio”: questo il commosso saluto dedicatogli nel proprio sito dal club, le cui squadre, comprese le giovanili, domenica giocheranno tutte col lutto al braccio e osserveranno un minuto di raccoglimento.

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